La premier Danielle Smith ha indetto per ottobre un referendum consultivo sulla permanenza della provincia nel Paese, primo caso fuori dal Québec. La consultazione arriva dopo mesi di pressione dei gruppi separatisti, nonostante i sondaggi indichino che solo un terzo degli elettori sostiene l'indipendenza
La provincia canadese dell'Alberta, ricca di risorse petrolifere, terrà in ottobre un referendum non vincolante per stabilire se i suoi residenti vogliano rimanere parte del Canada. Lo ha dichiarato la premier Danielle Smith, sottolienando che la consultazione ha un valore simbolico ma potrebbe rappresentare una sfida importante per il primo Ministro Mark Carney. Il quesito referendario non comporterà la secessione, ha precisato Smith, ma chiederà invece ai cittadini se il governo dell'Alberta debba avviare l'iter legale costituzionalmente richiesto per indire, in una data successiva, un referendum vincolante sull'indipendenza. "È giunto il momento di votare, comprendere la volontà degli abitanti dell'Alberta su questo tema e andare avanti" ha affermato Smith in un discorso televisivo serale. Ha aggiunto che non è più utile prolungare un dibattito "emotivo e importante".
La spinta secessionista
L'annuncio arriva dopo mesi di mobilitazione da parte di un gruppo di separatisti che chiedono un referendum sull'uscita dal Canada, nonostante i sondaggi indichino che solo un terzo degli abitanti sarebbe favorevole alla secessione. La scorsa settimana un tribunale provinciale ha accolto un'istanza delle First Nations per bloccare la petizione referendaria, ma Smith ha promesso di impugnare la decisione del giudice, sostenendo che limiti il diritto dei cittadini a esprimersi su questioni rilevanti. Jeff Rath, portavoce del gruppo separatista Stay Free Alberta, ha criticato l'impostazione di Smith, scrivendo sui social media che il suo quesito è "un referendum sull'indizione di un referendum" e ignora gli abitanti dell'Alberta che volevano un voto diretto sull'indipendenza. Smith è stata criticata per aver favorito il clima separatista riducendo il numero di firme necessarie per promuovere un referendum di iniziativa popolare. Giovedì ha respinto le accuse, ribadendo la propria contrarietà alla secessione e la volontà di votare per mantenere l'Alberta nel Canada.
Le posizioni in campo
I separatisti hanno presentato una petizione all'inizio di questo mese che, a loro dire, contava oltre 300.000 firme: più che sufficienti per innescare un voto sull'uscita dal Canada ai sensi della legge provinciale. Contemporaneamente un gruppo a favore dell'unità con il Canada ha raccolto circa 400.000 firme. In Canada un referendum per uscire dal paese si è già tenuto nel 1995 nella provincia del Québec: in quel caso prevalse il "no".