A quasi tre anni dallo scoppio dell'offensiva isreaeliana nella Striscia, è nata la "Phoenix Library". Omar Hamad e Ibrahim Massri, i fondatori, hanno salvato e recuperato libri e testi dai bombardamenti per poi riunirli sugli scaffali del nuovo centro culturale
Dopo quasi tra anni di bombardamenti, a Gaza ha aperto la prima biblioteca dall’inizio del conflitto israelo-palestinese. Dal 21 aprile, la Phoenix Library (Al-Ankaa, in arabo) ha aperto le sue porte, grazie al lavoro di Omar Hamad e Ibrahim Massri, i fondatori.
La collezione della Phoenix è il frutto di due anni e mezzo di lavoro in cui Hamad e Massri hanno raccolto i libri tra i resti dei palazzi distrutti, recuperando volumi dai detriti e spostando il proprio repertorio da un punto di raccolta all’altro man mano che l’avanzata israeliana proseguiva. Il materiale recuperato tra la polvere dei palazzi distrutti è stato raggruppato sugli scaffali della Phoenix Library, aperta pochi giorni a Gaza.
Il valore della cultura per i gazawi
In un video pubblicato dalla Cnn, la giornalista Clarissa Ward ha ripercorso l’attività dei due promotori che, durante il conflitto, hanno recuperato libri e testi per preservare la cultura e storia della Striscia. Il nome scelto per la biblioteca, “Phoenix”, si riferisce all’animale che risorge dalle ceneri: in un posto in cui è stato distrutto quasi tutto, la biblioteca si erge a luogo che non può essere bombardato. “I libri per me sono un modo di vivere. Sono il modo di sopravvivere, di capire. E soprattutto per noi di Gaza, la conoscenza è l’unica arma”, ha detto Shahd Al Masri, studentessa intervistata dalla Cnn.