Usa, amministrazione Trump vuole revocare cittadinanza a 384 americani nati all'estero

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Il Dipartimento di Giustizia americano avrebbe già individuato i soggeti destinatari della misura nata su iniziativa della Casa Bianca. Un numero particolarmente elevato, se confrontato alle 120 revoche eseguite tra il 2017 e il 2025, e che nelle intenzioni del presidente dovrebbe crescere ulteriormente

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L'amministrazione Trump starebbe esercitando forti pressioni sul Dipartimento di Giustizia americano per avviare centinaia di procedimenti di revoca della cittadinanza, destinati a persone in possesso del passaporto statunitense, ma nate all'estero. A tal proposito, secondo quanto riferito dal New York Times, lo stesso Dipartimento di Giustizia avrebbe già identificato 384 cittadini appartenenti a questa fattispecie, per i quali la procedura di revoca potrebbe essere intrapresa già nelle prossime settimane.

Le ragioni per le quali era stata revocata la cittadnanza fino a oggi

Il governo statunitense può chiedere a un tribunale di revocare la cittadinanza a coloro che l'hanno ottenuta illegalmente. In passato, le persone a cui è stata ritirata erano state sorprese a mentire alle autorità o a contrarre un matrimonio fasullo. In altri casi, la revoca aveva coinvolto persone incriminate per avere commesso reati. Tra il 2017 e il 2025, gli Stati Uniti hanno revocato la cittadinanza a poco più di 120 persone, ricorda sempre il New York Times. Ora, invece, le 384 persone identificate sembrano rappresentare solo l'inizio del giro di vite voluto da Trump. Un'alta funzionaria del Dipartimento di Giustizia, Francey Hakes, ha dichiarato che le 384 i soggetti in questione rappresentano solo "la prima ondata di casi" che l'amministrazione Usa intende perseguire, aggiungendo che la spinta a revocare la cittadinanza a un numero maggiore di persone è "un'iniziativa della Casa Bianca".

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