World Press Photo 2026, annunciati vincitori regionali: premiata l'italiana Chantal Pinzi

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Il progetto "Farīsāt: Gunpowder's Daughters" racconta le donne che sfidano una tradizione equestre marocchina storicamente maschile, rivendicando il proprio spazio nella cultura del Paese.  Giovedì 23 aprile verranno annunciati online e durante una conferenza stampa dal vivo la World Press Photo of the Year e i due finalisti, in occasione dell'apertura della mostra principale World Press Photo

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Morte, malattia, catastrofi che raccontano un mondo sempre più in preda ai demoni dei conflitti e delle crisi, ma anche storie di riscatto femminile, resistenza, resilienza e tradizioni nascoste. Sono le storie per immagini, toccanti e multiformi, che arrivano da fotogiornalisti e fotografi documentaristi sparsi in tutti gli angoli del pianeta che sono tra le vincitrici regionali del World Press Photo Contest 2026, "Connecting the world to the stories that matter". Tra i premiati anche l'italiana Chantal Pinzi con il progetto "Farīsāt: Gunpowder's Daughters" che racconta le donne che sfidano una tradizione equestre marocchina storicamente maschile, rivendicando il proprio spazio nella cultura del Paese.    Giovedì 23 aprile verranno annunciati online e durante una conferenza stampa dal vivo la World Press Photo of the Year e i due finalisti, in occasione dell'apertura della mostra principale World Press Photo Exhibition 2026 presso De Nieuwe Kerk, Amsterdam, Paesi Bassi. Dal 7 maggio al 29 giugno sarà al Palazzo delle Esposizioni di Roma. I vincitori dell'edizione 2026 rappresentano le migliori proposte tra le 57.376 fotografie presentate da 3.747 fotografi provenienti da 141 Paesi.

Morte, malattia, catastrofi che raccontano un mondo sempre più in preda ai demoni dei conflitti e delle crisi ma anche storie di riscatto femminile, resistenza, resilienza e tradizioni nascoste. Sono le storie per immagini, toccanti e multiformi, che arrivano da fotogiornalisti e fotografi documentaristi sparsi in tutti gli angoli del pianeta e sono tra le vincitrici regionali del World Press Photo Contest 2026, "connecting the world to the stories that matter". Tra i premiati anche l'italiana Chantal Pinzi con il progetto "Far?s?t: Gunpowder's Daughters" che racconta le donne che sfidano una tradizione equestre marocchina storicamente maschile, rivendicando il proprio spazio nella cultura del Paese. Giovedì 23 aprile verranno annunciati online e durante una conferenza stampa dal vivo la World Press Photo of the Year e i due finalisti, in occasione dell'apertura della mostra principale World Press Photo Exhibition 2026 presso De Nieuwe Kerk, Amsterdam, Paesi Bassi. Dal 7 maggio al 29 giugno sarà al Palazzo delle Esposizioni di Roma. I vincitori dell'edizione 2026 rappresentano le migliori proposte tra le 57.376 fotografie presentate da 3.747 fotografi provenienti da 141 Paesi, 9 aprile 2026. UFFICIO STAMPA WORLD PRESS PHOTO - +++FOTO DIFFUSA DALL'UFFICIO STAMPA - USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE - NON VENDERE - NON USARE PER FINI NON GIORNALISTICI - NPK+++
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Un ritratto urgente del nostro mondo contemporaneo.

I lavori premiati affrontano conflitti globali, offrendo una potente testimonianza visiva della vita in tutto il mondo, dagli Stati Uniti e dall'Ucraina fino al Nepal, al Pakistan e alla Palestina. La selezione riflette l'impatto diffuso della crisi climatica, da Los Angeles alle Filippine, al Messico e alla Norvegia, mettendo anche in evidenza le mobilitazioni cittadine e la lotta per i diritti attraverso immagini di proteste negli Stati Uniti e movimenti femminili in Guatemala e Kenya. Intimi e spesso toccanti, i lavori rivelano anche la fragilità della vita umana accanto a storie di generazioni più giovani: ballerine di danza classica in Sudafrica, donne a cavallo in Marocco, famiglie colpite dalle politiche di controllo sull'immigrazione negli Stati Uniti. I ritratti ambientali avvicinano lo spettatore alla natura in modo quasi fisico: dall'abbattimento di elefanti in Zimbabwe, a un orso polare sopra una carcassa di capodoglio, fino al primo piano di un panda in un parco nazionale cinese. Insieme, questi progetti compongono un ritratto urgente del nostro mondo contemporaneo. "Ho un assoluto rispetto per la profondità del processo che sta dietro ogni storia che premiamo" - dice la direttrice generale del World Press Photo, Joumana El Zein Khoury - "e credo che l'intenzionalità della giuria sia - e continuerà a essere - la fonte della fiducia che il pubblico ripone nel World Press Photo". Secondo la presidente della giuria globale Kira Pollack, ricercatrice presso l'Harvard Shorenstein Center, che si occupa di innovazione negli archivi attraverso le tecnologie emergenti e in precedenza ha ricoperto ruoli di leadership presso Time, Vanity Fair e The New York Times Magazine, "questo è un momento cruciale per la democrazia, per la verità, per ciò che noi, come società, siamo disposti a vedere e a denunciare, e ciò che siamo disposti a ignorare. I fotografi qui riconosciuti hanno fatto la loro parte. Hanno creato una testimonianza. Ora tocca a noi guardarla".

Mostra itinerante in oltre 60 Paesi

Il modello di concorso articolato per aree geografiche, introdotto nel 2021, favorisce una maggiore diversità di storie, autori e autrici provenienti da tutto il mondo. Quest'anno, 31 dei 42 vincitori sono originari dei luoghi che hanno raccontato nei loro lavori. Rispetto all'edizione 2025, si è registrato un aumento dell'11% dei partecipanti dal Sud America e del 14% dall'area Asia-Pacifico e Oceania. Le fotografe e le persone non binarie rappresentano il 22% dei partecipanti, a conferma di una crescita costante più inclusiva da quando è stato introdotto il modello per aree geografiche. Le storie premiate saranno presentate a milioni di visitatori nell'ambito della mostra itinerante annuale World Press Photo, ospitata in oltre 60 sedi in tutto il mondo e raggiungeranno un pubblico ancora più ampio attraverso le piattaforme online. I vincitori sono stati selezionati in una prima fase da sei giurie indipendenti, una per ciascuna area geografica, e successivamente da una giuria globale composta dai presidenti di ciascuna giuria e dal presidente della giuria globale. 

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