Secondo i media, le vittime, proprietarie di un negozio di telefonia mobile, erano state arrestate per aver tenuto aperto il loro negozio oltre l'orario consentito durante il lockdown imposto a causa della pandemia di Covid-19 in tutto il Paese
Torturarono e uccisero padre e figlio nel 2020, dopo averli arrestati per presunta violazione delle norme di confinamento anti-Covid. Un tribunale indiano ha condannato a morte nove poliziotti per l'accaduto. Il giudice distrettuale aggiunto di Madurai, nello stato meridionale del Tamil Nadu, ha riconosciuto gli agenti colpevoli della morte in custodia del commerciante Jeyaraj, 59 anni, e di suo figlio Benniks, 31 anni.
Cosa era successo
"Il tribunale ha confermato che il caso rappresenta un chiaro esempio di abuso di autorità e rientra in uno dei rarissimi casi" che prevedono la pena di morte, si legge nella dichiarazione rilasciata dal tribunale dopo la sentenza. I due uomini erano stati prelevati dagli agenti da una stazione di polizia e presumibilmente sottoposti a brutali torture. Secondo i media, le vittime, proprietarie di un negozio di telefonia mobile, erano state arrestate per aver tenuto aperto il loro negozio oltre l'orario consentito durante il lockdown imposto a causa della pandemia di Covid-19 in tutto il Paese. L'applicazione della pena capitale, eseguita per impiccagione e rara in India, e la stessa sentenza sono un segno dell'eco e dell'indignazione vastissime che il caso aveva suscitato nell'opinione pubblica. Le ultime esecuzioni in India risalgono al marzo 2020, quando furono giustiziati quattro uomini condannati per lo stupro di gruppo e l'omicidio di una donna avvenuti nel 2012 su un autobus di Delhi.