La coppia di insegnati era stata condannata per spionaggio nel 2022. Dopo tre anni e mezzo di carcere, i due erano stati messi agli arresti domiciliari presso l'ambasciata francese a Teheran. Plauso da tutta la comunità politica per la liberazione
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato su X che "Cécile Kohler e Jacques Paris sono liberi e in viaggio verso il territorio francese". La notizia è arrivata dopo tre anni e mezzo di detenzione in Iran, dove i due, entrambi insegnanti, erano stati condannati per spionaggio, prima di essere messi agli arresti domiciliari presso l'ambasciata francese a Teheran a novembre. "Grazie alle autorità dell'Oman per i loro sforzi di mediazione, ai servizi dello Stato e ai cittadini che si sono mobilitati senza sosta e che hanno contribuito al loro ritorno", ha aggiunto il presidente. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha riferito, sempre su X, di averli sentiti al telefono e che i due ex detenuti "hanno espresso la loro emozione e la loro gioia di ritrovare presto il loro Paese e i loro cari".
La detenzione
Cécile Kohler, insegnante 41enne di letteratura francese e sindacalista, e il suo compagno Jacques Paris, ex professore 72enne di matematica in pensione, erano stati arrestati il 7 maggio 2022 durante un viaggio turistico in Iran. Le autorità di Teheran li avevano accusati di spionaggio e cospirazione contro il regime per conto di Israele, accuse sempre respinte da Parigi e dalle famiglie, che avevano denunciato confessioni estorte e condizioni di detenzione estremamente dure. Kohler e Paris sono attivisti di lunga data all'interno del sindacato Force Ouvriere (FO), dove lei è tuttora responsabile delle relazioni internazionali per la Federazione dell'Istruzione, della Cultura e della Formazione Professionale. Questo aspetto è stato usato contro di loro dalle autorità iraniane, che li hanno accusati di aver incontrato membri sindacali iraniani durante il loro soggiorno.
A ottobre 2022 erano stati condannati a oltre 30 anni di carcere (Kohler) e 20 (Paris), in particolare, per spionaggio, prima di venire rimessi in libertà il 4 novembre 2025 con il divieto di lasciare l'Iran. La diplomazia ha lavorato incessantemente per ottenerne la liberazione, in un contesto reso ancora più complicato dalla guerra d'Iran. Unanime il plauso della classe politica francese per il lavoro realizzato.