Prima rilevazione dal 2011 nel Paese in cui si stima che vivano 1,42 miliardi di persone. Secondo le autorità, saranno tre milioni i funzionari impegnati nel progetto
Inizia oggi in India la prima fase del censimento della popolazione più ampia del mondo: il primo censimento dal 2011 nel Paese in cui si stima che vivano 1,42 miliardi di persone. Secondo le autorità, saranno tre milioni i funzionari impegnati nel progetto. In una prima fase, che dovrebbe chiudersi il 30 settembre, i cittadini dovranno rispondere a 33 domande con dati sulle case, sulle condizioni abitative e sui servizi. Secondo l'agenzia Pti, le domande spaziano dai materiali di cui sono fatti pavimento, soffitto e muri a quante persone o famiglie vivono nella casa, dalla fonte di acqua potabile a quella di illuminazione, dalla disponibilità di servizi igienici al combustibile principalmente usato per cucinare, dal cereale alla base dell'alimentazione all'eventuale possesso di cellulari, computer, tv, auto o moto. La seconda fase si concentrerà invece su dati demografici, parametri sociali ed economici.
Sondaggio su cosa pensano gli indiani delle caste
Il censimento non raccoglierà solo dati sul livello di istruzione ma - riportano diversi giornali - anche sulle caste. Alcuni si dicono a favore di questa decisione sostenendo che i dati possano aiutare nell'assegnazione dei contributi governativi, ma altri si dicono fermamente contrari e ritengono che nell'India moderna dovrebbe sparire ogni riferimento all'antico sistema delle caste. Tra loro, lo studioso Anand Teltumbde, che - scrive la Bbc - nel suo libro The Caste Con Census "avverte che tale iniziativa potrebbe irrigidire il sistema delle caste, profondamente discriminatorio, quando invece sarebbe necessario smantellarlo". Il censimento era inizialmente previsto per il 2021 ma fu rimandato a causa della pandemia di Covid.