A deciderlo sono stati il Consiglio Ue e il Parlamento europeo che, al terzo round di votazioni, hanno decretato la vittoria del comune francese contro l'avversaria finale, Roma
La città francese di Lille ospiterà la nuova sede dell'Autorità europea delle dogane (Euca). A deciderlo in una riunione interistituzionale informale a livello politico sono stati il Consiglio Ue e il Parlamento europeo che, al terzo round di votazioni, hanno decretato la vittoria del comune francese contro l'avversaria finale, Roma. Come ricorda una nota del Consiglio Ue, l'Euca avrà il compito di coordinare e sostenere le attività delle autorità doganali nazionali in modo coerente in tutta l'Unione, con un personale di circa 250 unità. Oltre a Lille e Roma, tra le candidate a ospitare la sede dell'agenzia anche Liegi (Belgio), Malaga (Spagna), Zagabria (Croazia), L'Aia (Paesi Bassi), Varsavia (Polonia), Porto (Portogallo) e Bucarest (Romania).
La nuova sede dell'Euca
L'istituzione della nuova autorità fa parte del lavoro di riforma complessiva del quadro doganale dell'Ue, affinché possa far fronte alle forti pressioni derivanti dall'aumento dei flussi commerciali, dalla frammentazione dei sistemi nazionali, dalla rapida crescita dell'e-commerce e dai mutamenti delle dinamiche geopolitiche. La sede di Lille sarà ora inclusa nel regolamento complessivo di riforma doganale, sui cui negoziati politici tra Consiglio e Parlamento sono nelle fasi finali. Nell'ambito di tali negoziati dovrà essere concordata anche la data di avvio delle attività dell'autorità.
Il voto di Parlamento europeo e Consiglio Ue
Il voto congiunto tra Parlamento Ue e Consiglio si è svolto con una dotazione paritaria di 27 voti per ciascuna istituzione, per un totale di 54, espressi separatamente ma nello stesso momento a scrutinio segreto. Alla prima votazione, per essere selezionata la città doveva ottenere almeno 14 voti nel Parlamento europeo e almeno 14 voti nel Consiglio. Non essendo stata raggiunta questa soglia, si è tenuto un secondo turno, con una maggioranza qualificata dei tre quarti dei voti complessivi (almeno 41 voti su 54). Dato che anche questa soglia non è stata raggiunta, si è poi passati al terzo turno, con una maggioranza dei due terzi (cioè almeno 36 voti).