Ayman Mohamad Ghazali, 41enne cittadino statunitense di origine libanese residente a Dearborn Heights, era fratello di due membri di Hezbollah uccisi in un raid israeliano a inizio marzo. Agente Fbi: "Irresponsabile da parte mia speculare su movente"
Non è stato ucciso ma si è sparato alla testa l'uomo morto il 12 marzo mentre attaccava una sinagoga nella periferia di Detroit, nel Michigan. A riferirlo l'agente dell'Fbi Jennifer Runyan durante una conferenza stampa. Sebbene l'autore sia stato identificato come un libanese di 41 anni che aveva perso alcuni familiari in un attacco israeliano in Libano all'inizio di questo mese, "sarebbe irresponsabile da parte mia speculare sul suo movente", ha aggiunto l'agente della polizia federale americana.
Fratello di due membri di Hezbollah
Un funzionario libanese ha affermato in precedenza alla 'Nbc' che l'uomo che ieri ha attaccato un complesso ebraico a West Bloomfield Township, nel Michigan - che comprende la sinagoga Temple Israel e una scuola ebraica - era fratello di due membri di Hezbollah uccisi la scorsa settimana in un raid israeliano in Libano. L’uomo, identificato come Ayman Mohamad Ghazali, 41enne cittadino statunitense di origine libanese residente a Dearborn Heights, periferia ovest di Detroit, avrebbe lanciato la propria auto contro l’ingresso della sinagoga, aprendo poi il fuoco contro il personale di sicurezza.
La famiglia colpita dai bombordamenti di Israele
Ghazali era originario di Mashghara, nella Valle della Beqa: secondo la stessa fonte, nei recenti bombardamenti israeliani sulla zona sono morti due suoi fratelli maggiori, oltre a una nipote e a un nipote. I due fratelli erano noti come membri di Hezbollah, il movimento sciita sostenuto dall’Iran, anche se non è chiaro quale ruolo ricoprissero all’interno dell’organizzazione.