Elezioni Israele, exit poll: fronte di Netanyahu avrebbe maggioranza, vola ultradestra

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Nel Paese si è tenuta la quinta tornata elettorale in meno di 4 anni. I seggi hanno chiuso alle 22 (le 21 in Italia). Secondo i primi exit poll, il Likud di Netanyahu sarebbe al primo posto e conquisterebbe la maggioranza dei seggi alla Knesset per un soffio. Il blocco di Yair Lapid sarebbe secondo. Grande successo elettorale per Itamar Ben Gvir, il leader della lista della destra radicale “Sionismo religioso”

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In Israele si sono tenute le quinte elezioni legislative in meno di 4 anni. I seggi hanno chiuso alle 22 (le 21 in Italia) ed è in corso lo spoglio. Secondo i primi exit poll, il blocco di destra di Benyamin Neyanyahu sarebbe primo e il Likud conquisterebbe di un soffio la maggioranza dei seggi alla Knesset. Al secondo posto il blocco di Yair Lapid. I primi dati mostrerebbero anche un grande successo elettorale per Itamar Ben Gvir, il leader della lista della destra radicale “Sionismo religioso” (assieme con Bezalel Smotrich), che conquisterebbe una posizione di forza nei confronti del Likud di Netanyahu.

Al voto 6,7 milioni di persone

I 6,7 milioni di elettori sono stati chiamati a esprimere in 12.500 seggi le loro scelte fra circa 40 liste. Alle 22 locali le reti televisive nazionali hanno divulgato i rispettivi exit-poll. Gli ultimi sondaggi confermavano un sostanziale equilibrio fra il blocco delle destre di Netanyahu e i suoi avversari guidati da Yair Lapid. I primi risultati reali saranno pubblicati durante la nottata. Durante le elezioni, per il timore di attentati, i valichi con la Cisgiordania sono stati chiusi e in Israele sono stati schierati 18 mila agenti per vegliare sull’ordine pubblico.

"Buon inizio"

"E' un buon inizio". Così l'ex premier - e capo dell'opposizione - Benyamin Netanyahu ha commentato l'esito dei primi exit poll. "Tuttavia - ha aggiunto citato dai media - occorre aspettare la fine dello spoglio dei voti". "Bisogna inoltre che si tratti di risultati genuini e che non ci siano falsi", ha sottolineato riferedosi alle denunce del Likud secondo cui ci sarebbero state intimidazioni in diversi seggi nel settore arabo

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