Messico, almeno 12 morti in attacco armato dentro un bar

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In un comunicato, le autorità locali hanno "confermato la morte di sei uomini e sei donne" e di tre persone rimaste ferite senza specificare l'identità degli aggressori o il movente

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Almeno 12 persone sono rimaste uccise in un attacco armato all'interno di un bar a Irapuato, nello stato di Guanajuato, nel Messico centrale. Lo riferisce il governo municipale. In un comunicato, le autorità locali hanno "confermato la morte di sei uomini e sei donne" e di tre persone rimaste ferite senza specificare l'identità degli aggressori o il movente. Il corpo di una delle vittime è stato trovato accanto a una moto posteggiata vicino al bar, mentre gli altri cadaveri si trovavano all'interno. Il comune ha confermato che è in corso una caccia agli assassini con il supporto della polizia, dell'esercito, della procura e della Guardia Nazionale. 

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Secondo una prima ricostruzione, intorno alle 20 di ieri un gruppo di persone armate è entrato nel locale e ha aperto il fuoco sulle persone che si trovavano all'interno. L'ufficio per la sicurezza dei cittadini ha precisato di avere ricevuto, alle 19.51, un avviso di colpi di arma da fuoco. Gli agenti sono corsi nel bar e hanno confermato la morte di sei uomini e sei donne. Le autorità hanno spiegato che la ricerca dei responsabili è stata avviata. Da qualche anno lo stato di Guanajuato è diventato uno dei luoghi con i più alti tassi di violenza, segnato dalle controversie tra i gruppi Santa Rosa de Lima e Jalisco Nueva Generación, che hanno lasciato una lunga scia di massacri e attentati

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La sparatoria giunge 11 giorni dopo un altro bagno di sangue che ha causato 20 morti a San Miguel Totolapan, città nello stato meridionale di Guerrero, a seguito di attriti tra le organizzazioni criminali attive in quella zona del Messico. Guanajuato è diventato il più violento Stato del Messico a causa delle rivalità tra i cartelli Santa Rosa de Lima e Jalisco Nueva Generación per le loro attività comuni, tra cui il traffico di droga e il furto di carburante. Dal 2018 è lo stato messicano in cui si registrano più omicidi e nove su dieci sono collegati alla guerra tra gruppi criminali organizzati per il controllo del territorio. Tra gennaio e agosto sono state uccise 2.115 persone, il 10,2% del numero totale di vittime di omicidi in tutto il Paese nello stesso periodo. Nel 2021 il Messico ha registrato 33.308 omicidi, dopo i due anni più violenti della sua storia, sotto la presidenza di di Andres Manuel Lopez Obrador, con 34.690 vittime nel 2019 e 34.554 nel 2020.

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