Partygate, foto ritrae Boris Johnson con il vino: aumentano le richieste di dimissioni

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 l primo ministro, che si è scusato per aver partecipato a una festa nella sede del governo durante il lockdown del maggio 2020, ha negato di essere a conoscenza del fatto che quell’evento fosse un party. Ma un’immagine ottenuta dall’inchiesta interna a Downing Street rischia di aggravare la sua posizione, mentre crescono le pressioni per un passo indietro del premier

Una foto vicino ad alcune bottiglie di vino: potrebbe essere questa l’immagine che chiude la carriera di Boris Johnson come primo ministro del Regno Unito. Il premier è da settimane nella bufera per il cosiddetto “partygate”, lo scandalo di alcune feste che sarebbero avvenute nella sede del governo del Regno Unito durante i lockdown imposti a partire dalla primavera del 2020.

Le feste e le scuse

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Il partygate è scoppiato dopo che si è scoperto che nella sede del governo, durante il lockdown, sarebbero state organizzate alcune feste tra i membri dello staff di Downing Street. L’evento più grave è quello del 20 maggio 2020, quando lo stesso primo ministro ha partecipato alla festa per qualche minuto. Boris Johnson, che inizialmente aveva negato di essere mai stato a questi party, si è trovato costretto a chiedere scusa davanti alla Camera dei Comuni. E subito dopo è emerso che uno di questi eventi avrebbe avuto luogo la sera prima dei funerali del principe Filippo.

La difesa di BoJo

Il primo ministro però aveva chiarito anche di non essersi accorto che quella fosse una festa, che le regole non sarebbero state tecnicamente violate e di non essere a conoscenza di quegli eventi organizzati. Di fronte agli attacchi sempre più veementi del leader dell’opposizione Keir Starmer, Boris Johnson si è trincerato dietro l’indagine interna a Downing Street, iniziata per chiarire cosa sia effettivamente avvenuto all’interno delle mura del governo.

La foto con il vino

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A far crollare la difesa di BoJo potrebbe però essere una foto contenuta proprio in quella indagine: secondo i medi inglesi infatti, tra le molte immagini raccolte, ce ne sarebbe anche una del primo ministro a fianco ad alcune bottiglie di vino. Una situazione che se confermata renderebbe più difficile tenere la linea difensiva del non essere a conoscenza delle feste a Downing Street.

L’indagine di Scotland Yard

Ma non c’è solo l’indagine interna a scuotere il governo: anche la polizia metropolitana di Londra sta investigando il caso, per chiarire se effettivamente le regole disposte dal governo siano state violate proprio nella sede dell’esecutivo. Fra gli atti previsti da Scotland Yard c’è anche un'audizione del primo ministro in persona, una altro elemento che potrebbe destabilizzare la sua immagine già traballante.

La richiesta di dimissioni

Il report dell’indagine interna a Downing Street non è ancora stato consegnato al governo, e non è chiaro se il documento sarà pubblicato integralmente o solo in parte. Intanto però continuano ad aumentare le richieste di dimissioni del premier, non solo da parte dell’opposizione laburista: anche alcuni deputati conservatori, in numeri crescenti, chiedono a Johnson di fare un passo indietro.

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