TriBeCa Film Festival, New York riparte con la ventesima edizione a due decenni dall'11/09

Mondo

Valentina Clemente

The City is coming back. Non uno slogan, un modo di vivere. Di TriBeCa 20 anni fa quando, dopo gli attacchi dell’11/09, Robert De Niro, Craig Hatkoff e Jane Rosenthal decisero di creare un festival per far ripartire il Triangle Below Canal Street. E far capire al mondo che NYC era pronta a ricominciare. Ma anche di TriBeCa nel 2021, dopo una pandemia mondiale che ha colpito molto la Big Apple. Ecco perché l’edizione di quest'anno, la numero 20 a 20 anni dagli attacchi del World Trade Center, è così significativa

C’è chi, come Alicia Keys, l’ha definita concrete jungle where dreams are made of. Frank Sinatra, invece, ha sempre detto che “se ce la fai qui, ce la fai ovunque” (if I can make it there, I’ll make it anywhere): giungla o meno, parliamo di New York, da sempre avvolgente, perfetto teatro di chi vuole toccare con mano il sogno americano. Di sogni, la Big Apple, ne ha realizzati tanti. Non solo quelli di chi è arrivato a Manhattan da altre città, ma anche di chi – a Lower Manhattan – ci viveva. E ha assistito prima ad una, seppur breve, rivalutazione della zona dovendosi, poi, però, scontrare con la dura realtà degli attacchi dell’11 settembre che hanno azzerato promesse e sogni. Nonostante tutto, per l’amore nei confronti della città, c'è chi ha voluto fare qualcosa per farla ripartire. Against all odds. Per far rinascere – da newyorkese per i newyorkesi – quel sogno americano che, da sempre, guida e porta nella Grande Mela migliaia di persone. L’American dream, nel 2002, si chiama TriBeCa Film Festival e i sognatori, in questo caso, sono Robert De Niro, Craig Hatkoff e Jane Rosenthal. Tre figure chiave nel mondo del cinema, ma soprattutto tre yankees che vogliono ridare potenzialità al Triangle Below Canal Street attraverso la cultura cinematografica ad una zona che, però, fino a pochi anni prima, ha visto evoluzioni e involuzioni

Lower Manhattan, anni Novanta

Metà anni Novanta, TriBeCa: Wall Street è una delle tante strade di Lower Manhattan, un’area di uffici che diventa silenziosa e buia, non appena l’attività lavorativa giornaliera si ferma. Chi prova ad aprire un locale o un ristorante sotto Canal Street viene visto come un temerario, proprio perché la zona non è considerata particolarmente pleasant. C’è il ristorante Odeon, aperto nell’autunno del 1980 da tre ragazzi: Keith McNally, nato a Londra, suo fratello maggiore Brian e una giovanissima di Streator, nell'Illinois, di nome Lynn Wagenknecht, che alla fine avrebbe sposato, e in seguito divorziato, Keith. E il Tribeca Grill, di proprietà di Robert De Niro, inaugurato nel 1990. Tra gli investitori spiccano Bill Murray, Sean Penn, Christopher Walken, Ed Harris e Lou Diamond. Due ristoranti, però, non bastano a rivitalizzare “Il Triangolo”.

E chi vuole vivere New York non resta in quest’area: per la vita notturna bisogna andare in altre parti della Grande Mela. E spendere, inevitabilmente, anche gran parte dei propri introitin in taxi.

L’arrivo di Giuliani e gli investimenti

Qualcosa, però, cambia con l’elezione a sindaco di New York di Rudy Giuliani, che inaugura il suo mandato il primo gennaio 1994. Inizia un periodo di rivalutazione di Lower Manhattan, anche e soprattutto grazie all’arrivo di molti investimenti: partono progetti di restyling della zona, che inizia a vivere il suo sogno americano. Sogno che, però, si interrompe l’11 settembre e nei mesi seguenti. TriBeCa, però, non si ferma: data la vicinanza al World Trade Center, l’area è anche centro di raccolta dei pompieri impegnati nelle operazioni di salvataggio. Molti di loro mangiano proprio al Tribeca Grill di Robert De Niro.

Il cinema (e la cultura), punto di (ri)partenza

Robert De Niro era a midtown New York, stava andando verso downtown quando il secondo aereo colpì il World Trade Center l'11 settembre 2001. Jane Rosenthal era ancora più vicina, a un isolato e mezzo dalla prima torre, sulla West Street. Sarebbe stata ai piedi della torre, se il suo autista, miracolosamente, non avesse rallentato al semaforo. Il regista Edward Burns, mentre stava per fare un'intervista per Sidewalks of New York, era appena uscito dalla metropolitana di Chambers Street. Il regista Martin Scorsese era nella sua casa nell'East Side 62nd Street, preparandosi per andare a una mostra fotografica di Brigitte Lacombe. Dal suo ufficio tra la 42esima e la Sesta Avenue, la presidente di HBO Documentaries Sheila Nevins guardò fuori dalla finestra e vide fumo e polvere.

Maggio 2002: la prima edizione del TriBeCa Film Festival

Era necessario fare qualcosa e dare una risposta a quel momento così tragico. Ecco perché, nel 2002, nasce il Tribeca Film Festival, con l’obiettivo di aiutare New York a superare l’impatto devastante degli attacchi terroristici, che hanno avvolto le aree intorno al World Trade Center nella paura e nella rovina finanziaria. Da allora, la manifestazione ha generato 600 milioni di dollari in attività economiche ed è diventato un evento permanente di costruzione della comunità nel cuore della città. Realizzato con passione e con molta buona volontà, il primo festival, che si è svolto dall'8 al 12 maggio 2002, ha visto la partecipazione di mille volontari, trovati in soli cinque mesi.

11’09’’01 September 11

La scommessa di De Niro, però, diventa un momento di ricordo di quanto avvenuto soli pochi mesi prima: al Festival viene proiettato 11’09’’01 September 11, un collage di undici cortometraggi di undici registi internazionali. Ciascun corto dura esattamente undici minuti, nove secondi e un frame. Alejandro González Iñárritu dà il suo racconto di quanto accaduto. Come del resto Sean Penn, Claude Lelouch, Amos Gitai e l'inglese Ken Loach che, nel suo racconto, parla di un uomo cileno in esilio che esprime le sue condoglianze verso l'America prima di ricordarci che in un altro 11 settembre, nel 1973, il presidente cileno fu assassinato in un colpo di stato che portò al potere Pinochet.

 

La pandemia, poi il ritorno in presenza

TriBeCa si è fermata lo scorso anno a causa della pandemia. Nel 2021, però, torna in presenza, il primo tra le rassegne internazionali a farlo, varcando anche i confini di Manhattan con proiezioni in tutte e cinque le municipalità della città. E per la prima volta un maxischermo mobile proietterà i film nei quartieri più isolati di New York. “Il festival di Tribeca - ha sottolineato Robert De Niro - è nato con la missione di far tornare la gente dopo l’11 settembre. È quello che ancora stiamo facendo. E visto che New York sta riemergendo dall’ombra del Covid-19, ci è sembrato giusto far tornare il pubblico con un evento in presenza per il nostro 20/o anniversario”.

Una “Juneteenth edition” che vedrà in gara anche i podcast, vista la loro esplosione negli ultimi mesi. Ma che, soprattutto, vedrà il ritorno dell'American dream, ancora una volta, a TriBeCa e non solo.

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