Pesca, tensioni Francia-Uk. Dopo pescherecci francesi anche navi militari Uk via da Jersey

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Escalation post Brexit nella Manica: tensioni nelle acque vicino all’isola di Jersey dove una cinquantina di pescherecci francesi ha dato vita a una protesta. Le imbarcazioni, a quanto si apprende, si sarebbero poi allontanate dall'area. La Francia ha inviato due motovedette mentre sul posto Londra aveva già mandato due navi da guerra per scoraggiare il tentativo di blocco: in serata sono state richiamate in porto nel Regno Unito

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Si attenua la tensione nelle acque dell'isola di Jersey, nella Manica, dove oggi è andata in scena una sfida navale in piena regola, simbolica, fra Regno Unito e Francia sui diritti di pesca post Brexit. I pescatori francesi sono stati protagonisti di una protesta clamorosa e di un tentativo di blocco che ha innescato l'immediata reazione muscolare del governo di Boris Johnson e la controreazione di Parigi (spalleggiata da Bruxelles), prima del ritorno a un confronto negoziale. Dopo che i pescherecci hanno lasciato l'area, anche il governo britannico ha richiamato le due navi militari inviate sul posto.

La protesta dei pescatori francesi

Tutto è iniziato con circa 50 pescherecci francesi che da stamattina stazionavano nelle acque dell'isola di Jersey, per protesta contro le condizioni imposte nel dopo-Brexit alla pesca francese. Le proteste avevano innescato l'escalation post Brexit tra Regno Unito e Francia sulla pesca nella Manica, con le tensioni che oggi si sono concentrate nelle acque vicino a Jersey, dipendenza della Corona nel Canale. La Francia aveva inviato due motovedette nella zona, e ancora prima sul posto Londra aveva mandato due navi da guerra per scoraggiare proprio il tentativo di blocco dei pescherecci francesi. Alla fine i pescherecci hanno lasciato l'area. In serata il governo britannico ha annunciato che la due navi militari inviate dal premier Johnson "si preparano a tornare in porto nel Regno Unito". Un portavoce di Downing Street ha precisato che - con il ritiro oggi dei pescatori - "la situazione si è per ora risolta" ma ha aggiunto che la Royal Navy "resta in standby per garantire assistenza a Jersey" in caso di ulteriori proteste o minacce legate ai diritti di pesca post Brexit.

Le reazioni di Francia e Ue

Il segretario di Stato francese agli Affari europei, Clément Beaune, in giornata ha fatto sapere all'Afp che le "manovre" britanniche al largo di Jersey, "non devono intimidirci". Precisando di aver parlato con il suo omologo britannico, David Frost, Beaune ha poi aggiunto: "La nostra volontà è non alimentare tensioni ma avere un'applicazione rapida e completa dell'accordo" post-Brexit sulla pesca. Le nuove condizioni che limitano le attività dei pescherecci europei nelle acque britanniche imposte dal Regno Unito "non rispettano le disposizion dell'accordo" post Brexit sulla pesca e "fino a quando non avremo ricevuto ulteriori giustificazioni dalle autorità britanniche, riteniamo che non debbano essere applicate", ha detto intanto una portavoce della Commissione Ue. "Facciamo appello alla calma e alla moderazione", ha aggiunto poi la portavoce.

La protesta dei pescatori

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La protesta dei pescatori, giustificata da Parigi, è arrivata dopo il rifiuto del governo di Jersey - autonomo, ma forte della tutela di Londra - di consentire l'accesso nelle proprie acque di pesca sullo sfondo di un'interpretazione restrittiva del capitolo sulla pesca dell'accordo quadro sul dopo Brexit .

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