Sotto "L'Urlo" di Munch scoperta una scritta segreta del pittore

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Scansioni a raggi infrarossi hanno dimostrato che l'artista norvegese ha scritto sul suo celebre quadro la seguente frase: "Può essere stato dipinto solo da un pazzo". Non un'azione vandalica, dunque, ma una stessa volontà di espressione dell'autore

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Una frase piccola e appena visibile scritta su uno dei dipinti più famosi al mondo: "Può essere stato dipinto solo da un pazzo". Sono queste le parole incise a matita nell'angolo in alto a sinistra dall'artista norvegese Edvard Munch. Nuovi test effettuati dal Museo Nazionale della Norvegia hanno confermato che sono stati scritti proprio dall'artista e non da altri. I critici d'arte, infatti, si sono a lungo interrogati se il graffito fosse un atto di vandalismo compiuto da uno spettatore indignato o scritto dallo stesso Munch, che ha sofferto problemi di salute mentale per tutta la vita. Il museo è giunto alla conclusione che le parole sono state scritte da Munch, dopo aver utilizzato la tecnologia ad infrarossi per analizzare la grafia e confrontarla con i suoi diari e lettere. 

 

Ispirazione continua

 

Il dipinto originale, esposto per la prima volta nel 1893 nella città natale di Munch, Oslo, è diventato un'espressione radicale e senza tempo dell'ansia umana. La sua influenza si estende dalla serie di film horror di Hollywood negli anni '90 agli emoji dei giorni nostri. Nel 1994 "The Scream" è stato rubato da un museo d'arte norvegese. Fu recuperato in un'audace operazione sotto copertura da investigatori britannici.

La sofferenza e i disturbi mentali

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Il lavoro ha provocato forti critiche dalla sua apparizione, insieme a speculazioni pubbliche sullo stato mentale di Munch. L'artista, a quanto si legge dai suoi diari, è rimasto profondamente ferito dalla reazione di critica e pubblico e, quindi, oggi si ritiene che sia ritornato al dipinto per aggiungere la sua dichiarazione a matita. Sia il padre che la sorella di Munch soffrirono di attacchi di depressione e il pittore fu anche ricoverato in ospedale dopo un esaurimento nervoso nel 1908. Sua madre e la sorella maggiore morirono entrambe prima che l'artista compisse 14 anni, suo padre morì 12 anni dopo e un'altra sorella fu ricoverata in un manicomio, per disturbo bipolare.

"Sensazione perenne di ansia"

"Per tutto il tempo che posso ricordare ho sofferto di una profonda sensazione di ansia che ho cercato di esprimere nella mia arte", ha scritto Munch,"senza questa ansia e malattia sarei stato come una nave senza timone." La Bbc, che ha riportato la scoperta, sottolinea come "L'Urlo" abbia manteuto il suo potere artistico come specchio anche delle paure contemporanee. L'opera sarà esposta con una serie di altri dipinti dell'artista norvegese tra cui: "Madonna", "The Dance of Life" e "Self-Portrait with Cigarette", tutti nel Museo Nazionale della Norvegia a partire dal 2022.

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