Usa 2020, Sky TG24 in Florida dove è testa a testa tra Trump e Biden

Mondo

Giovanna Pancheri

La Florida tradizionalmente è uno stato chiave soprattutto per i Repubblicani per vincere le elezioni. Qui Donald Trump ha vinto nel 2016 e ha poi anche deciso di spostare la sua residenza, ma tra gli anziani preoccupati per il covid, l’incognita del voto dei giovani e le divisioni nella comunità ispanica, Joe Biden sembra aver recuperato terreno. 

Niente Florida niente Casa Bianca. Da sempre questa è una regola d'oro, in particolare per i Repubblicani che guardano con preoccupazione ai sondaggi che segnano tutti un testa a testa se non un leggero vantaggio per Joe Biden. Eppure Donald Trump ha investito tanto su questo stato a maggioranza bianco, ma con una grande presenza latina (soprattutto di esuli cubani e venezuelani tradizionalmente ostili ai Democratici), paradiso dei pensionati e di multimilionari che oltre che del clima godono anche dei vantaggi fiscali di uno Stato che non ha tasse statali sulle persone, non a caso il Presidente l'anno scorso ha spostato la sua residenza nel suo resort di Mar-a-lago a Palm Beach diventato in questi quattro anni la Casa Bianca d'inverno. Qui tra yacht e macchine di lusso, la popolarità di Trump è alta, in molti spiegano ai nostri microfoni che voteranno per lui, ma a differenza di  Hillary Clinton quattro anni fa Joe Biden non è visto come il male assoluto e incontriamo anche diverse persone che sceglieranno, invece, il candidato democratico, in alcuni casi non votando repubblicano per la prima volta nella loro vita. A contribuire a questa gara così serrata tra i due candidati a due settimane dal voto, c'è indubbiamente anche la pandemia che ha messo in ginocchio la Florida a luglio e ora sta riprendendo vigore anche a causa della scarsa attenzione spesso delle autorità locali (a partire dal governatore repubblicano Ron De Santis) che non hanno messo in atto particolari misure di contenimento come spiega anche il prof Gatano Ciancio del Jackson Hospital di Maimi uno degli ospedali più grandi del paese: «Durante l’ultimo picco del virus, eravamo preparati e infatti non abbiamo avuto la quantità di morti di New York o dell’Europa. Il problema è che se continui a non spiegare con chiarezza alle persone quello che devono fare, alla fine faranno quello che vogliono, penseranno che possono anche non mettere le mascherine, quando invece bisogna metterle. Il virus non fa distinzioni tra repubblicani o democratici, è semplicemente un virus che sta uccidendo gli americani.» Ma che il virus invece sia diventata una questione politica in questo anno elettorale, lo si capisce girando per le strade di Little Havana il quartiere degli esuli cubani di Miami dove Roberto Ramos che gestiste uno dei bar più famosi della Calle Ocho, la via principale di Little Havana, è preoccupato per i suoi dipendenti e per la sua attività che sta uscendo a pezzi da questa pandemia su cui però, a suo parere, i democratici stanno esagerando cercando di usare il coronavirus per sconfiggere Trump. Non la pensa così invece il barbiere del quartiere che quando gli chiediamo se ascoltando i suoi clienti ha l'impressione che Trump rivincerà facilmente in questa zona risponde di no: «la gente è molto delusa per la gestione della pandemia». Ovviamente l'età media alta in Florida, lo Stato con il maggior numero di case di riposo e residenze per anziani negli Stati Uniti potrebbe rivelarsi un boomerang per Trump come potrebbero esserlo anche i giovani tradizionalmente poco inclini ad andare a votare, ma forse non quest'anno come spiega Logan Rubenstein uno dei ragazzi che fondò il movimento ‘Marcia per le nostre vite’ dopo la strage nel suo liceo: la Stoneman Douglas High school di parkland:«Già nelle elezioni di metà mandato del 2018 abbiamo visto molti più giovani sono andati a votare in Florida dopo la strage di Parkland e la nascita del movimento della Marcia per le nostre vite e la nostra organizzazione sta ancora lavorando in questo senso. Abbiamo bisogno di un cambiamento, lo stiamo chiedendo e riusciremo ad ottenerlo andando a votare». Eppure quanto avvenuto non ha particolarmente colpito la vendita di armi che anzi soprattutto negli ultimi mesi ha avuto una crescita esponenziale. Il più grande movimento di giovani per la regolamentazione delle armi da fuoco che nasce in uno degli Stati più fedeli al Secondo Emendamento, anche questa è la Florida divisa e imprevedibile, non una vittoria scontata per Donald Trump, ma ancora possibile almeno secondo Chris Salamone autore di uno dei best seller dei conservatori americani: Rescue America: « I sondaggi tradizionalmente sovrastimano i democratici, ma se fossi il consigliere di Trump comunque gli direi di provare in queste ultime due settimane a parlare direttamente con le casalinghe dei sobborghi o con gli afroamericani riconoscendo di non aver usato sempre il linguaggio più giusto». 

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