Thailandia, intervista al leader della rivolta Pavin Chachavalpongpun

Mondo

Pio d'Emilia

L'ex diplomatico, in esilio in Giappone, dopo l’ultimo colpo di stato del 2014 ha iniziato una intensa attività editoriale sui media locali ed internazionali, accreditandosi come una delle figure più rappresentative del variegato movimento di protesta. Il gruppo Facebook Royal Monarchist, da lui fondato e che aveva raggiunto oltre un milione di iscritti, è stato chiuso su richiesta del governo. Il suo racconto al nostro corrispondente da Tokyo, Pio d’Emilia

Pavin Chachavalpongpun, 39 anni, è un ex diplomatico thailandese che ora vive in esilio in Giappone, dove insegna Storia della Thailandia presso l’università di Kyoto. Dopo essersi dimesso dalla carriera diplomatica prima dell’ultimo colpo di Stato (2014) ha iniziato una intensa attività editoriale sui media locali e internazionali, accreditandosi come una delle figure più rappresentative del variegato movimento di protesta.

Il gruppo Facebook Royal Monarchist , da lui fondato e che aveva raggiunto oltre un milione di iscritti, è stato chiuso su richiesta del governo tailandese, ma è già attivo un nuovo gruppo, altrettanto popolare. Collaboratore ed editorialista di prestigiosi quotidiani stranieri, tra il quali il Washington Post e il South China Morning Post di Hong Kong, Pavin ha accettato di parlare con Sky TG24 della situazione in Thailandia.

 

Pavin e la lotta per la democrazia 

 

Pavin, tu adesso vivi in Giappone e da lì stai cercando di cambiare la storia in Thailandia?

Beh non oserei dire che sto cercando di cambiare la storia della Thailandia perché sarebbe un peso un po' troppo grande da portare sulle spalle. Sono semplicemente un cittadino thailandese e mi piacerebbe vedere un processo di democratizzazione nel mio paese perché è da troppo tempo che al dominio ci sono i soliti potenti ma siamo nel 2020 , credo sia ora che il popolo rivendichi i propri diritti.

Negli ultimi anni la Thailandia è stata al centro delle cronache per diversi colpi di Stato ma di base è formalmente una democrazia e un paese con buone performance economiche , anche se persiste questo tabù del monarca ed è la prima volta che si va a toccare un argomento cosi delicato. Può spiegarci in poche parole su cosa verte la questione e perché in Thailandia parlare di monarchia è un tabù?

Sì, sulla carta il nostro paese è una democrazia, o meglio una monarchia costituzionale, ma nel corso dei decenni si è reso evidente che questa monarchia non è stata per nulla costituzionale , il che è un problema. E un altro problema è che la monarchia è stata protetta dalle legge sulla lesa maestà (o vilipendio della corona), una legge che in sostanza vieta a chiunque di insultare la monarchia pena la detenzione, che può arrivare fino a 15 anni. Quindi, da una parte la corona vuole avere il suo ruolo in politica, ma dall’altra impedisce a chiunque di muoverle critiche e questo carattere conflittuale della monarchia è andato avanti per molto tempo e adesso, con l’avvento dei social media e una maggiore apertura economica e sociale, le persone vogliono che si parli della monarchia.

 

I reati contro la corona

 

Il re dal suo esilio dorato in Germania, o se vogliamo chiamiamolo vacanza, ha fatto sapere che stavolta non intende formalizzare accuse . Significa che si sta un po' arrendendo alla situazione o che più semplicemente non gli importa più di tanto ?

Quest’osservazione non è corretta perché anche se è vero che dal 2017 nessuno è più stato incriminato per lesa maestà, ciò non significa che il re sia diventato più tollerante verso i suoi sudditi: semplicemente è stato adottato un nuovo nome per contestare lo stesso reato e si è passati all’accusa di reato cibernetico . Dunque chiunque osi criticare la corona non verrà più accusato di vilipendio ma di reato cibernetico, in quanto attualmente tutti i commenti e le opinioni vengono postati su Internet e dunque si verrebbe accusati di aver diffuso voci false sulla monarchia, che è esattamente quello che stanno cercando di fare con me.

Sei stato formalmente accusato?

Non ancora ma credo che succederà tra poco perché giorni fa il governo ha sporto denuncia contro di me alla polizia anche se immagino che in questo momento la polizia abbia altro da fare.

Cosa puoi dirci delle ramificazioni internazionali di questo movimento di protesta thailandese? Abbiamo visto negli ultimi mesi a Hong Kong e in altri paesi , a parte il Giappone, dei movimenti analoghi. Siete in qualche modo collegati a questi gruppi di giovani che aspirano a prendere la guida del paese dopo anni di inerzia politica?

Sì, questa può essere definita come una nuova ondata di democratizzazione nella regione e credo che i thailandesi adesso guardino anche a quello che fanno i loro omologhi soprattutto a Hong Kong e Taiwan e proprio a questo fa riferimento il nuovo termine coniato per descriverli “Milk Tea Alliance” e io vedo molte analogie tra le proteste thailandesi e quelle di Hong Kong.

 

In attesa della riforma

 

Joshua Wong è stato in Thailandia proprio l’anno scorso e ha tenuto un discorso…

In realtà non gli è stato permesso di uscire dall’aeroporto ...

Cosa chiedete al governo thailandese?

Tutto è iniziato dal movimento studentesco che chiede una riforma immediata della monarchia e come leader delle proteste io sostengo le loro richieste. Si tratta di un programma in 10 punti e ovviamente non intendo descriverli tutti, ma il succo è che si vuole riportare la monarchia ad una dimensione costituzionale. Vogliamo che d’ora in poi la monarchia sia responsabile e trasparente e che ci sia concesso discuterne apertamente.

E che mi dici della riforma costituzionale e del parlamento? Volete nuove elezioni ?

Questa richiesta è parte di un programma più ampio. Gli studenti hanno ridotto il tutto a 3 punti principali che io sostengo ovvero:

1) Dissoluzione del parlamento per indire nuove elezioni;

2) riforma costituzionale;

3) indagine accurata sui dissidenti rapiti e uccisi oltreoceano.

"Un punto da cui non si torna indietro"

Ma tu hai paura?

Mentirei se dicessi che non ne ho. Ho paura ma ormai sono arrivato a un punto di questa campagna da cui non si torna indietro.

Puoi dirmi qualcosa di questo re, senza farti rischiare più di quanto già non rischi, è una persona seria? O soltanto un gigolò?

Aveva una pessima reputazione sin da quando era molto giovane, aveva la fama del playboy, di uno che passava da una donna all’altra e cercava di ingraziarsi personalità influenti e losche, ma il resto è dovuto a suo padre, un padre cosi non poteva che crescere un figlio cosi , che ha alienato la monarchia dal suo concetto originale.

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