Iran, uccisione di Qassem Soleimani: mandato d'arresto per Donald Trump

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Teheran ha emesso mandati per 36 cittadini di Stati Uniti e altri Paesi, incluso il presidente americano. L'accusa è quella di di aver ordinato, preparato o attuato l'uccisione del generale iraniano avvenuta il 3 gennaio scorso a Baghdad. Il mandato di arresto per il tycoon è "una trovata propagandistica che nessuno prende seriamente", ha replicato l'inviato speciale Usa per l'Iran Brian Hook

L'Iran ha emesso mandati d'arresto per 36 cittadini di Stati Uniti e altri Paesi, tra cui il presidente americano Donald Trump, con l'accusa di aver ordinato, preparato o attuato l'uccisione il 3 gennaio scorso a Baghdad del generale Qassem Soleimani, comandante delle forze Qods dei Pasdaran. Lo ha annunciato il procuratore di Teheran, Alghasi Mehr, citato dalla Fars (CHI ERA SOLEIMANI). Il mandato d'arresto per Trump è "una trovata propagandistica che nessuno prende seriamente", ha replicato l'inviato speciale Usa per l'Iran Brian Hook.

L’uccisione di Qassem Soleimani

Era la notte tra giovedì 2 e venerdì 3 gennaio quando un attacco missilistico americano ha colpito l'aeroporto di Baghdad, capitale dell'Iraq. Il raid era stato ordinato dal presidente Trump, come poi ha confermato il Pentagono. Otto le vittime, tra cui una figura chiave della strategia iraniana in Medio Oriente, il generale iraniano Qassem Soleimani e almeno altre sette persone (LE FOTO DELL'ATTACCO).

Chi era Qassem Soleimani

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Soleimani, folla oceanica per funerali a Teheran. FOTO

Qassem Soleimani era una delle figure chiave della strategia dell’Iran in Medio Oriente. Sessantadue anni, dal 1998 guidava le forze speciali Al Quds - braccio armato dei Pasdaran per operazioni segrete all'estero -, era molto vicino alla Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, ed era considerato da alcuni il potenziale futuro leader del Paese. Al momento della sua uccisione era architetto della presenza militare in Siria per mantenere in sella Bashar al Assad, della lotta all'Isis - che ha cementato l'influenza delle milizie sciite in Iraq - e del sostegno a Hezbollah in Libano (LE REAZIONI INTERNAZIONALI).

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