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Le prime parole di Ghosn dopo la fuga: "Vittima di complotto Nissan-procura Giappone"

Ghosn: sono fuggito dalla persecuzione politica

3' di lettura

L'ex ad di Nissan-Renault ha parlato da Beirut: "Detenuto in condizioni brutali, tradito dal Paese che ho servito". Sui motivi del suo arresto ha sostenuto di essere stato “fatto fuori” perché visto come responsabile della crescente influenza di Renault su Nissan

Si è detto "innocente" e vittima di "un complotto" orchestrato contro di lui da Nissan e dalla giustizia giapponese. "Fatto fuori" perché visto come responsabile della presunta crescente influenza della francese Renault sulla società nipponica. Sono state queste le prime parole di Carlos Ghosn (CHI È), ex amministratore delegato di Renault-Nissan, dopo la sua fuga in Libano dal Giappone, dove si trovava in libertà vigilata da più di un anno per accuse di corruzione. Il manager dalla tripla nazionalità - francese, brasiliana e libanese - ha parlato in conferenza stampa a Beirut, dicendo di essere "finalmente libero di esprimermi e di spiegare". "Sono felice di essere ora con la mia famiglia e i miei cari - ha aggiunto - dopo essermi battuto per 400 giorni per la mia innocenza e dopo esser stato detenuto in condizioni brutali e contro i principi fondamentali del rispetto dei diritti umani".

"Sono fuggito per proteggere me e la mia famiglia"

"Non mi sono sottratto alla giustizia ma all'ingiustizia e all'oppressione - ha continuato Ghosn -. Non mi sento al di sopra della legge ma so di avere i mezzi per far emergere la verità". Sulla decisione di fuggire dal Giappone, l'ex ceo di Renault-Nissan ha spiegato di aver dovuto affrontare "la scelta più difficile della mia vita, ma era necessario per proteggermi e proteggere la mia famiglia".

"Tradito dal Paese che ho servito per 17 anni"

L’ex ad del gruppo automobilistico ha dichiarato che “tutto è cominciato quando nel 2017 sono iniziate le perdite per Nissan. C’era molto nervosismo, ed è allora che hanno concepito il complotto con la procura”. Riferendosi al Giappone, Ghosn ha detto di essere stato “tradito dal Paese che ho servito per 17 anni”.

La fusione Fca-Renault

L’ex ceo ha anche sostenuto che la sua vicenda abbia avuto ripercussioni sui negoziati per la fusione, poi naufragata, tra Fca e Renault. “Il gruppo Fiat-Chrysler e Renault dovevano proseguire i negoziati nel gennaio del 2019 per l’accordo di fusione, ma sono stato arrestato e tutto è saltato”, ha detto Ghosn, aggiungendo di essere stato “in contatto con Fiat-Chrysler” e che “l'accordo doveva essere concluso in un incontro a gennaio (2019, ndr)” quando però lui si trovava “in isolamento in carcere”.

Nessun accordo con Netflix

Ghosn ha poi smentito - così come aveva già fatto la stessa piattaforma statunitense di streaming - di aver firmato un accordo con Netlix per la produzione di un film o di una miniserie sulla sua vita e in particolare sulla sua rocambolesca fuga dal Giappone al Libano. “Sui giornali e sui media appaiono molte storie infondate e leggende senza fondamento - ha detto il manager -. Non ho firmato alcun contratto con Netlix”. Nei giorni scorsi, media francesi e americani avevano detto che Ghosn aveva firmato un accordo con Netflix ma la piattaforma americana aveva smentito.

Data ultima modifica 08 gennaio 2020 ore 16:25

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