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Brasile, la chiazza di petrolio non si ferma: strage di animali. VIDEO

2' di lettura

La macchia continua ad avanzare lungo le coste nord-orientali del Brasile. Molte le spiagge turistiche colpite, anche nello Stato di Bahia. Volontari e lavoratori addetti mobilitati in migliaia per l’emergenza. Molti gli animali trovati morti

Migliaia di persone mobilitate in Brasile per far fronte all’emergenza petrolio che sta colpendo le spiagge della costa nordorientale. All'operazione di pulizia partecipano volontari e lavoratori inviati da governo. Con guanti e secchi, rimuovono le chiazze solidificate di greggio dalla sabbia e dalle rocce.

Spiagge turistiche contaminate e animali trovati morti

Una corsa contro il tempo, considerando che il petrolio, rilevato in mare la prima volta il 2 settembre e la cui provenienza è ancora ignota, ha già raggiunto 132 spiagge, toccando le coste di 61 città in 9 stati del Nordest. Colpite spiagge turistiche come quella di Porto de Galinhas, nello stato di Pernambuco, o ancora Ilheus e Pedra do Sal nello Stato di Bahia e la Praia do Futuro nel Ceara. Ed è emergenza per gli animali, molti sono stati trovati morti, coperti dalla marea nera, tra cui diverse tartarughe marine.

Il peggior disastro ambientale mai accaduto nell'area

È ancora mistero sull’origine della chiazza nera: la Petrobras, la compagnia petrolifera statale, sospetta che provenga da petroliere venezuelane. Il governo federale stima che i danni si estendano in un'area di 2.100 chilometri e secondo gli esperti potrebbe trattarsi del peggior disastro ambientale mai accaduto nell'area.

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