Tecnologia, Kasparov a Sky Tg24: "Non dobbiamo temere i robot". VIDEO

Mondo

Michele Cagiano

Dobbiamo aver paura degli effetti sulla società di computer e tecnologia? Lo abbiamo chiesto a Garry Kasparov, celebre campione del mondo di scacchi

E’ davanti agli occhi di tutti. Il biglietto di uno spettacolo non si compra più al botteghino, un bonifico non si effettua più in banca, un cd non si compra più in un negozio di dischi. Internet è la nuova piazza del mercato, le macchine sostituiscono i lavoratori in carne e ossa. Qualche anno fa erano più colpiti i colletti blu: operai, magazzinieri. Si diceva: chi perderà lavoro in manifattura lo troverà nel settore dei servizi, ma non è così semplice.  Oggi anche i cosiddetti colletti bianchi sono nel mirino, dai medici-robot ai software giornalisti. Secondo una ricerca del World Economic Forum, nei prossimi tre anni, i robot si prenderanno un’ulteriore fetta del 13% di lavoro umano. E - lo ricordiamo - le macchine sono a buon mercato, gli esseri umani, al confronto, no.

"Non dobbiamo temere gli effetti dei computer sulla società"

Siamo di fronte a un futuro senza più lavoro? Dobbiamo temere gli effetti sulla società della potenza dei computer? Lo abbiamo chiesto a Garry Kasparov, celebre campione del mondo di scacchi. La sua sconfitta nel 1997 contro “Deep blue” è diventata il più celebre duello tra uomo e macchina della storia. Kasparov mostra ottimismo: “I lavori persi saranno sostituiti da altre mansioni”, poi lancia una sfida alle nuove generazioni: “I computer non devono essere vissuti come una minaccia, ma come una sfida”.

Mondo: I più letti