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Trump vuole comprare la Groenlandia dalla Danimarca. Copenaghen: non è in vendita

3' di lettura

Il presidente Usa starebbe pensando di fare un'offerta alla Danimarca per acquistare l'enorme isola, con i suoi 56 mila abitanti, tra il nord Atlantico e il Circolo polare artico. "Non è in vendita", replica Copenaghen, che comunque afferma: "Siamo aperti al business"

Il presidente Usa Donald Trump avrebbe manifestato più volte ai suoi consiglieri l'idea di fare un'offerta alla Danimarca per acquistare la Groenlandia. Lo riferisce, citando "fonti familiari", il Wall Street Journal, secondo cui una parte dei consiglieri avrebbe detto al presidente che sarebbe un grande affare acquisire l'enorme isola tra il nord Atlantico e il Circolo polare artico, che conta 56 mila abitanti e il cui strato di ghiaccio si sta sciogliendo a causa del riscaldamento globale, mentre altri lo avrebbero sconsigliato. Trump ha in mente un precedente: l'acquisto dell'Alaska nel 1867, comprata dai russi per 7,2 milioni di dollari di allora. Da Copenaghen il ministero degli Esteri danese chiarisce che "la Groenlandia non è in vendita", ma apre alla possibilità di accordi nel campo del business, probabilmente pensando soprattutto allo sviluppo del turismo.

Strategia Usa nell'Artico

Secondo Marzio G. Mian, giornalista esperto dell'Artico citato dall'Agi e fondatore, insieme ad altri colleghi internazionali, dell'Arctic Times Project, la proposta di Trump "non è una provocazione, né tantomeno una boutade elettorale ma fa parte della strategia d'espansione americana adottata sin dalla seconda metà dell'Ottocento e ora rafforzata in chiave anti-Cina e anti-Russia". Il cambiamento climatico, inoltre, avrebbe reso l'isola molto più vivibile e sfruttabile, non solo militarmente ma anche economicamente.

Trump punta a "congelare" la Cina 

L'obiettivo di politica internazionale perseguito da Trump sarebbe quello di fermare l'espansionismo cinese nell'Artico, tra l'altro in uno scenario di guerra commerciale tra Pechino e Washington. In Groenlandia "la Cina ha già ottenuto la concessione di alcune miniere cruciali, tra queste quella di Kvanefjeld, vicino a Narsaq (la pià grande miniera di uranio a cielo aperto al mondo) e la miniera di zinco di Citronefjord", spiega ancora Mian. Pechino punta a "via della Seta polare" nell'ambito della sua Belt and Road Initiative infrastrutturale per collegare la Cina all'Europa attraverso l'Oceano Artico. Dalla sua inoltre Pechino "ha già un rapporto privilegiato con gli Inuit, la popolazione della Groenlandia (56 mila anime in tutto)", spiega Mian.

L'isola è già sotto l'influenza americana

Trump non è il primo presidente che guarda con interesse alla Groenlandia: già nel 1946 Harry Truman propose alla Danimarca di comprare l'isola per 100 milioni di dollari, ma la sua offerta venne rifiutata. La presenza Usa in Groenlandia è però stata costante nel passato, con l'installazione di stazioni meteo e di postazioni militari risalenti alla seconda guerra mondiale. E grazie a un trattato tra gli Stati Uniti e la Danimarca, la Groenlandia, è già sotto l'influenza americana: qui si trova la base militare Usa più a nord, Thule Air Base, a soli 1.200 chilometri dal Circolo polare. 

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