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Chi è l'astronauta Buzz Aldrin, l'eccentrico eterno secondo. VIDEO

4' di lettura

E' il più fotografato e il più istrionico dei tre uomini che fecero l'impresa. Ha lottato contro la depressione e oggi sostiene le missioni su Marte 

"Sono arrivato fino sulla luna, ci ho camminato sopra, sono tornato a casa e a quel punto ho cominciato a domandarmi cosa diavolo ci avrei fatto ora sulla terra". Buzz Aldrin è il secondo uomo che ha camminato sulla luna. Anche se preferisce definirsi come l'uomo che era sulla "prima missione che è atterrata sulla luna". Buzz però passerà alla storia per essere l'astronauta che è sceso dal modulo lunare dopo Neil Armostrong e ha appoggiato i piedi nel "mare della tranquillità".

“Una magnifica desolazione”

Se nella gara a chi metteva prima il piede sulla luna Aldrin è inesorabilmente arrivato secondo, si gioca con Armstrong il primato della frase più bella pronunciata una volta scesi sul suolo lunare. Perché a fronte dello celeberrimo "un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per l'umanità" Aldrin nove secondi dopo pronuncia un'altra frase, una frase sollecitata proprio dal compagno, che, riferendosi al panorama di fronte a lui, gli chiede: "Magnifico no?". "Magnifico. Una magnifica desolazione", risponde Aldrin.

Storia del nome non ufficiale "Buzz"

Prima di diventare astronauta Aldrin è un pilota di caccia, partecipa a 66 missioni durante la guerra in Corea dove abbatte due Mig. E' un ingegnere e al rientro dalla guerra si iscrive al MIT di Boston e prende un dottorato in Astronautica. "Buzz" è in realtà un nomignolo che gli era stato affibbiato da bambino quando la sua sorella maggiore, cercando di chiamarlo "brother" (fratello), lo storpiò in "buzzer”. Da qual momento Edward Aldrin divenne per tutti "Buzz", al punto che nel 1988 lo fece legalmente riconoscere all'anagrafe come suo primo nome.

Il “Ritorno alla Terra”

Tre anni dopo essere tornato dalla missione Apollo 11, Buzz si dimette dalla Nasa e l'anno successivo si congeda dall'aeronautica americana. Scrive un libro che si intitola "Ritorno alla Terra", dove racconta le difficoltà dovute alla dipendenza dall'alcol e ad una fortissima forma di depressione che lo perseguiterà per anni. Dopo la missione lunare Aldrin e i suoi due compagni erano diventati in una sola notte gli uomini più famosi del pianeta. Al loro ritorno le sfilate nelle strade li mostrano come degli eroi non solo nazionali. Buzz nel libro racconta della fatica a tornare ad una vita normale, delle tre mogli, della massoneria e del lento ritorno ad una quotidianità accettabile.

Le fotografie e il rapporto con i figli

Aldrin è sicuramente più famoso di Collins, il terzo astronauta, non solo perché Collins non ha mai messo piede sulla luna ma anche per il suo essere stato il personaggio più bizzarro dei tre: in tutte le foto ufficiali recenti dei tre astronauti lui è quello vestito in maniera più appariscente. In una foto di 10 anni fa alla casa Bianca con Barack Obama è in abito elegante ma indossa una cravatta con una fantasia piuttosto discutibile. In una tasca della sua tuta spaziale, Aldrin aveva con sé le foto dei suoi figli, quegli stessi figli che ha denunciato dopo che un anno fa loro hanno chiesto di interdire il padre ed essere nominati suoi tutori legali. Oggi Aldrin ha 89 anni e non molla un colpo. E' tra i principali sostenitori delle missioni su Marte.

Mitologia e realtà

Forse per tutta questa serie di motivi la vita di Aldrin è diventata una sorta di simbolo di chi partecipa ad eventi di enorme importanza ma alla fine rimane sempre nell'ombra di qualcuno che gli sta davanti. Qualche anno fa uno scrittore norvegese,Johan Harstad, ha scritto un libro dal titolo "Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?". La storia è quella di Mattias, un uomo nato proprio nella notte del 20 luglio 1969, per cui il capitano  “Buzz” Aldrin è un idolo, perché è il simbolo di tutti coloro che svolgono il loro compito e spariscono nella folla. Nonostante tutto, Buzz è una figura meno romantica di quanto si sia voluto raccontare, visto che in una delle tante interviste rilasciate a proposito di questo essere un eterno secondo ha risposto così: "Se fossi sceso per primo da quella navicella spaziale probabilmente la mia vita sarebbe stata diversa".

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