Usa via dal trattato con la Russia sulle armi nucleari. Mosca: "Preoccupati"

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Mike Pompeo ha spiegato che le “continue violazioni” russe al testo dell’87 hanno portato a questa decisione. Il ritiro entro 6 mesi, ma i due Paesi potrebbero raggiungere una nuova intesa. Mosca: “Non possiamo ignorare la minaccia"

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha annunciato oggi il ritiro degli Usa dallo storico trattato Inf sulle armi nucleari. L’accordo fu firmato nel 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbaciov e pose fine alla Guerra Fredda tra le due potenze. L’intenzione di ritirarsi era già stata anticipata dal presidente Donald Trump lo scorso ottobre ed è dovuta alle “violazioni” di cui è sospettata la Russia. Da parte sua, Mosca è preoccupata per il possibile schieramento di “48 missili da crociera" americani in Europa: “Così si mette la Russia in pericolo e Mosca non può ignorare questa minaccia”. 

La causa del ritiro

"Per troppo tempo la Russia ha violato il trattato sulle forze nucleari a medio raggio (Inf) impunemente, sviluppando segretamente e schierando un sistema missilistico proibito che pone una minaccia diretta ai nostri alleati e alle nostre truppe all'estero". La Casa Bianca ha spiegato così la decisione di sospendere da domani (la scadenza era prevista per il 2 febbraio, ndr) i suoi obblighi nel trattato e di cominciare il processo di ritiro che sarà completato in 6 mesi. "Gli Usa hanno fatto di tutto per preservare questo trattato ma la Russia ha messo e mette a rischio gli interessi degli Stati Uniti sul fronte della sicurezza”, ha aggiunto Pompeo: “Per questo non possiamo più essere vincolati da un accordo mentre la Russia lo viola in maniera vergognosa". 

Nato: “La Russia distrugga i suoi missili entro sei mesi”

"Andremo avanti con lo sviluppo delle nostre opzioni di risposta militare e lavoreremo con la Nato e i nostri alleati e partner per negare alla Russia ogni vantaggio militare derivante dalla sua condotta illegale", ha poi aggiunto la Casa Bianca. E al fianco degli americani, si è schierata anche la Nato: "Se la Russia non onora i suoi obblighi attraverso la distruzione verificabile di tutti i suoi sistemi" missilistici "9M729, ritornando così alla piena e verificabile conformità prima che il ritiro degli Stati Uniti entri in vigore tra sei mesi, la Russia si assumerà la piena responsabilità della fine del trattato".  In una nota, l’organizzazione ha aggiunto che “continuerà a sostenere il controllo degli armamenti, il disarmo e la non proliferazione". Quanto alla Russia "continuiamo ad aspirare ad una relazione costruttiva" con Mosca, "quando le azioni della Russia lo consentiranno".

Mosca: “Siamo preoccupati, proveremo a parlare con Usa”

Dall’altra parte, il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov ha sottolineato che Mosca è preoccupata perché gli Usa potrebbero anche decidere di "schierare immediatamente 24 missili Tomahawk nucleari” (portando così l’arsenale americano a 48 missili in Europa) e per questo “sta già prendendo misure per garantire la sua sicurezza nazionale”. Intanto, Ryabkov ha aggiunto che la Russia cercherà di convincere Washington a preservare il trattato anche se ha definito la decisione americana come “inevitabile” e senza possibili deviazioni. "Ciononostante, proveremo a contattarli", ha assicurato il viceministro, aggiungendo che ora Mosca è preoccupata del fatto che dopo il ritiro degli Usa dall'Inf, anche l'accordo New Start per la riduzione delle armi di distruzione di massa "possa semplicemente scadere il 5 febbraio del 2021 e non essere rinnovato".

Lo spiraglio per un nuovo trattato

"Siamo ancora pronti e disponibili a impegnare Mosca sul fronte del controllo delle armi nucleari”, ha comunque sottolineato Mike Pompeo, lasciando aperte le possibilità per una nuova intesa tra i due Paesi. La Casa Bianca si dice infatti "pronta a ingaggiare con la Russia negoziati sul controllo delle armi" che rispettino i criteri di "verificabilità e applicabilità" e, cosa importante, a sviluppare, forse per la prima volta, un'eccezionale relazione a livello economico, commerciale, politico e militare. "Questa sarebbe una cosa fantastica per la Russia e gli Usa, e sarebbe ottima anche per il mondo", ha detto Pompeo. Mosca e Washington hanno dunque sei mesi di tempo per aprire un dialogo, prima che gli effetti del trattato cessino del tutto.

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