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La Corte Europea dei diritti umani condanna l'Italia: leso diritto a difesa di Amanda Knox

3' di lettura

L'Italia dovrà pagare a Strasburgo 18 mila euro. La sentenza diventerà definitiva solo tra tre mesi. Tra danni morali e spese legali Knox aveva chiesto oltre 2,5mln

La Corte europea dei Diritti umani ha condannato l'Italia per violazione dei diritti della difesa in merito al processo per la morte di Meredith Kercher. Secondo quanto prevede la sentenza, che diventerà definitiva fra 3 mesi, l'Italia dovrà versare 10.400 euro ad Amanda Knox a titolo di risarcimento di danni morali, più 8mila euro per le spese legali. Tra danni morali e spese legali Knox aveva chiesto oltre 2,5 milioni di euro. "E' una grandissima gioia", ha commentato la notizia Amanda Knox in diretta Skype col suo avvocato Carlo Dalla Vedova. "Ci attendiamo una pronuncia positiva anche per l'istanza che abbiamo  presentato per il nostro assistito Raffaele Sollecito", ha invece dichiarato il difensore di Raffaele Sollecito, Luca Maori.

La vicenda

La sentenza riguarda il caso che vede opposti la cittadina statunitense allo Stato italiano e che concerne la procedura con cui la giustizia italiana è arrivata a condannare la Knox per calunnia. Durante un interrogatorio avvenuto il 6 novembre 2007, la donna ha accusato Patrick Lumumba, cittadino congolese che lavorava all'epoca dei fatti in un bar di Perugia, di aver ucciso Meredith Kercher, studentessa britannica coinquilina della Knox. L'uomo è stato successivamente assolto e la Knox è stata condannata a tre anni di reclusione per calunnia, ricorda la Corte.

"Nessun maltrattamento"

"Amanda Knox è stata interrogata il 6 novembre 2007 alle 5.45 in assenza di un avvocato" quando erano già state formulate accuse penali nei suoi confronti, constata la Corte di Strasburgo, aggiungendo che il governo italiano non ha "fornito prove per dimostrare che esistessero circostanze eccezionali per giustificare tale assenza, e questa non abbia irrimediabilmente minato l'equita' dell'intera procedura". I giudici hanno quindi stabilito una violazione del diritto alla difesa di Amanda Knox. Questo stesso diritto, secondo la Corte di Strasburgo, è stato violato anche perché l'interprete presente, per sua stessa ammissione, ha giocato un ruolo che è andato oltre i limiti dell'interpretazione. Per quanto riguarda invece i maltrattamenti che la Knox afferma di aver subito durante l'interrogatorio la Corte dice "che ci sono prove insufficienti per concludere che questi si siano verificati" e quindi decreta che non vi è stata violazione. Infine la Corte ha stabilito che la Knox è stata prontamente informata delle accuse a suo carico il 19 giugno 2008 sia in italiano che in inglese, e che quindi il suo ricorso su questo punto è manifestamente infondato. 

Data ultima modifica 24 gennaio 2019 ore 12:54

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