Migranti, forze armate libiche irrompono sulla Nivin: maltrattamenti e violenze a bordo

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Secondo quanto riferisce la Ong Mediterranea, i libici sarebbero saliti sulla nave bloccata da giorni al porto di Misurata con 79 persone a bordo. Unhcr parla di 5 feriti. Il direttore della sicurezza del porto: "I migranti sono accusati di pirateria"

Le forze armate libiche "hanno fatto irruzione sulla Nivin", la nave con 79 migranti bloccata da giorni al porto di Misurata, e ci sono notizie di "violenze", con "persone ferite in ospedale e altre ricondotte a forza nei centri libici". È quanto sostiene di aver appreso Mediterranea, la Ong che con la nave Mare Jonio è impegnata in un'azione di monitoraggio su quel che accade davanti alla Libia. I migranti si erano barricati da giorni nella nave rifiutandosi di scendere. Da parte sua, il direttore della sicurezza nel porto libico ha dichiarato a France 24 che i migranti della Nivin sono "accusati di pirateria". (LO SPECIALE MIGRANTI)

"Italia e Ue si assumano la responsabilità"

"Italia e Ue si assumano responsabilità delle loro scelte politiche. Vogliamo conoscere la sorte di ciascuno dei profughi", ha detto l’Organizzazione non governativa. Intanto, da fonti dell’Unhcr, si apprende che sarebbero almeno cinque i migranti rimasti feriti nell'operazione condotta dalle forze libiche su mandato della magistratura. Il responsabile della sicurezza del porto ha confermato che nell'irruzione "sono stati sparati proiettili di gomma e lacrimogeni", e che "i feriti sono stati ricoverati" nell'ospedale di Misurata, mentre gli altri sono stati condotti nei centri di immigrazione.

Data ultima modifica 20 novembre 2018 ore 17:39

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