John McCain interrompe le cure per il tumore al cervello

Il senatore Usa, John McCain (ansa)
2' di lettura

Lo scorso anno l’ex candidato alla Casa Bianca aveva annunciato di avere un tumore al cervello. “Ha superato le aspettative di sopravvivenza. Ma il progresso della malattia e l'inesorabile avanzare dell'età annunciano il loro verdetto”, scrive la famiglia in una nota

Il senatore repubblicano John McCain ha deciso di interrompere le cure per il cancro al cervello di cui soffre da tempo. Lo ha annunciato la famiglia con un comunicato. "L'estate scorsa il senatore John McCain ha condiviso con gli americani quanto la nostra famiglia già sapeva - si legge nella nota -. Gli era stato diagnosticata una forma aggressiva di glioblastoma e la prognosi era grave. In quest'anno John ha superato le aspettative di sopravvivenza. Ma il progresso della malattia e l'inesorabile avanzare dell'età annunciano il loro verdetto. Con la sua consueta forza di volontà, ha adesso scelto di interrompere le cure mediche". "La nostra famiglia - prosegue il documento - è immensamente grata per il sostegno e la gentilezza di tutti". Un ringraziamento particolare è stato poi rivolto agli infermieri che si sono presi cura del senatore. La decisione di McCain è stata rilanciata su Twitter dalla moglie Cindy: "Amo mio marito con tutto il mio cuore. Dio benedica tutti coloro che ne hanno avuto cura durante il suo viaggio", scrive.  

McCain, repubblicano ma fiero avversario di Trump

L'ex candidato presidenziale per i repubblicani nelle elezioni per la Casa Bianca del 2008, ed eroe di guerra, è un critico feroce dell'attuale presidente, Donald Trump. Di recente ha condannato il summit con il presidente russo Vladimir Putin, definendo la conferenza stampa congiunta "vergognosa" e un "punto basso" per la presidenza degli Stati Uniti. Inoltre, si è schierato contro la revoca della riforma sanitaria e la conferma di Gina Haspel come capo della Cia per il suo controverso coinvolgimento negli interrogatori con tortura nelle prigioni segrete Usa. A maggio aveva suscitato rabbia e indignazione bipartisan tra i politici il crudo commento di un'assistente di Trump, Kelly Sadler, che, durante una riunione alla Casa Bianca, aveva deriso le critiche di John McCain dicendo: "Tanto sta morendo". L'ondata di critiche aveva portato all'allontanamento della Sadler dalla Casa Bianca.

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