Trump arriva a Londra, tensione con May sulla Brexit

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Il presidente Usa sminuisce le proteste annunciate e si dichiara sostenitore dell'uscita del Regno dall'Unione Europea, mettendo però in dubbio la fedeltà delle scelte politiche alla volontà popolare. La premier risponde: mia proposta fedele agli elettori

Le recinzioni sono in acciaio, e sono alte circa 4 metri; sono comparse nella notte e circondano tutta la proprietà di Winfield House a Regent's Park, creando un netto contrasto con la town house neo-georgiana e il suo parco. Nel frattempo, numerosi blocchi di cemento bloccano le vie d'accesso alla residenza ufficiale dell'Ambasciatore degli Stati Uniti a Londra che risulta, di fatto, blindata. Non a caso, la capitale sta vivendo la più grande operazione di sicurezza dai tempi delle rivolte del 2011: tutti i corpi collaborano, in turni da 12 ore, con la partecipazione di tutto il Regno, e ad un costo stimato tra gli 8 e i 12 milioni di sterline. Tutto è pronto, insomma, per accogliere Donald J. Trump e la moglie Melania, alla loro prima visita ufficiale alla Corte di San Giacomo.

Le proteste

Tutto è pronto, anche le manifestazioni di protesta. Lui difficilmente le vedrà. Gli spostamenti in elicottero da un lato, i percorsi non comunicati ed estremamente variabili dall'altro, impediscono ai 100.000 che hanno promesso che si faranno sentire di farsi, anche, vedere. Ma è il messaggio, quello che vogliono far passare: "vogliamo mostrare agli americani che hanno il sostegno del mondo, e far capire al nostro governo che non è accettabile normalizzare e legittimare il modo di fare e le politiche di Trump" spiega uno dei fondatori della Stop Trump Coalition. La loro, domani, sarà la manifestazione più imponente con un comizio conclusivo a Trafalgar Square; in mattinata sfileranno le donne, le prime a scendere in piazza contro il 45mo Presidente degli Stati Uniti; per questa prima notte londinese l'appuntamento è il più vicino possibile alla Residenza, l'invito è a portare qualsiasi strumento in grado di fare molto rumore - pentole e vuvuzela i più citati -, l'impegno è quello di non far dormire Trump. E poi ci sarà Baby Trump, un imponente gonfiabile che occuperà il cielo sopra Westminster. Quella stessa Westminster che, a Trump, non ha aperto le sue porte. Perché le proteste non sono, solo, per le strade. Sono anche nei palazzi della politica, e del potere.

Inviti mancati

Così l'invito dei membri della Camera dei Comuni non è mai arrivato. Anzi, non è mai stato neanche ipotizzato. Così per la cena di gala offerta in serata da Theresa May a Blenheim Palace, la residenza dove nacque Winston Churchill, sono numerosi gli imprenditori di primo piano che hanno detto di avere impegni precedenti; e se Elisabetta II non ha potuto tirarsi indietro e ha dovuto aprire all'ospite l'amato Castello di Windsor, dopo aver incontrato tutti gli inquilini della Casa Bianca del suo lungo Regno con l'unica eccezione di Lyndon Johnson, nessun altro della Casa Reale ha occupato l'agenda di Trump. E non è soltanto distanza, è - o meglio era - anche opposizione attiva, visto che Meghan Markle oggi è la moglie del Principe Harry e Duchessa del Sussex, ma due anni fa, da "semplice" cittadina americana e attivista, dichiarava senza timore "se vince lui rimango a vivere in Canada".

Prese di distanza

D'altra parte i motivi di frizione non mancano, soprattutto in quella, e con quella, realtà particolare che è la capitale del Regno Unito. Aveva attaccato il Sindaco nelle ore successive all'attentato al London Bridge. Aveva definito gli ospedali della città "degni di una zona di guerra" per difendere la sua politica in materia di armi, descritto alcuni quartieri come in mano alla sharia per sostenere il suo bando contro i musulmani, fatto da cassa di risonanza a un gruppo neonazista proprio mentre l'estremismo di destra rialza la testa nel paese. La norma che ha portato alla separazione delle famiglie di migranti, così come il trasferimento dell'ambasciata statunitense a Gerusalemme, avevano portato a prese di distanza.

"Ha colto il messaggio", aveva detto il sindaco Sadiq Khan quando il Presidente aveva annullato una sua prima visita. Un messaggio che però non è il messaggio ufficiale. Perché alla fin fine Trump serve, a Downing Street, e anche molto.

May: "Relazione speciale con gli Stati Uniti"

La Premier alla vigilia lo sottolinea: "Non esiste un'alleanza più stretta della nostra relazione speciale con gli Stati Uniti, e non ci sarà in futuro un'alleanza più importante". E anche se non è la visita di Stato promessa - niente processione, niente banchetto a Buckingham Palace - anche grazie a quella petizione firmata da 1 milione e ottocentomila britannici, lo sforzo organizzativo, di protocollo e cerimoniale, rimane comunque imponente.
In agenda, nell'incontro bilaterale, ci saranno soprattutto commercio e sicurezza. Sicurezza, e la May ha chiesto al collega di affrontare il caso Skripal con Vladimir Putin quando lo incontrerà lunedì ad Helsinki. Commercio, ovvero quell'accordo di libero scambio da siglare post Brexit che per il Regno Unito vuol dire moltissimo, ma che un Presidente che mette l'America First farà certamente pesare.

Trump: "Brexit significa Brexit"

D'altra parte, però, della Brexit Trump si è sempre detto gran sostenitore. Lasciando Bruxelles lo ribadisce: "Brexit significa Brexit e le persone hanno votato per la rottura. Ma forse hanno preso una strada diversa, non sono sicuro sia quella per cui la gente ha votato".
Un attacco neanche troppo velato all'esecutivo in carica dopo le dimissioni di David Davis e Boris Johnson - definito, da Trump, "un caro amico";  attacco che però la May rispedisce al mittente: "la nostra proposta è fedele alla volontà degli elettori. Nessun ingresso libero per chi cerca lavoro, basta corte di giustizia europea, e accordi commerciali liberi". Rivendica i tre risultati, da verificare ora con Bruxelles, e continua a navigare - sia pure a vista.

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