Ex capo Fbi: "Trump immorale come boss mafia". La replica: "Bugiardo"

Donald Trump e James Comey (ansa)
4' di lettura

Escono alcuni estratti del libro di James Comey, licenziato dal presidente nel maggio 2017: "La sua leadership è guidata esclusivamente dall'ego". Dura la risposta del tycoon su Twitter. Intanto potrebbe saltare l'interrogatorio sul Russiagate

“Immorale, prepotente e non legato in alcun modo alla verità". Con queste parole James Comey, ex capo dell’Fbi, parla di Donald Trump nel suo libro che uscirà la prossima settimana e di cui i media americani hanno pubblicato alcuni estratti. Il presidente Usa viene descritto come "un boss mafioso". Nelle oltre 300 pagine di memorie - intitolate "A Higher Loyalty: Truth, Lies and Leadership" - Comey racconta la sua versione dei fatti, dopo essere stato licenziato in tronco da Trump nel maggio del 2017 perchè, racconta, si rifiutò di chiudere in fretta le indagini sul Russiagate. Dura la reazione del tycoon su Twitter. "Comey è uno spione e un bugiardo. Tutti a Washington pensavano che andava licenziato per il pessimo lavoro fatto. Ha divulgato informazioni classificate, dovrebbe essere perseguito. Ha mentito al Congresso", ha scritto. E ha aggiunto: "È stato un onore per me licenziarlo!".

Trump paragonato a un boss mafioso

Comey nel suo libro paragona l'atteggiamento di Trump per ottenere lealtà nei suoi confronti a quello di un vero e proprio boss mafioso: "Un boss in completo controllo", circondato da una cerchia di persone che lo assecondano in silenzio, vincolati a un giuramento di fedeltà. "La sua leadership è guidata esclusivamente dall'ego", scrive l'ex capo dell’Fbi, spiegando come fin dal primo incontro che ebbe col tycoon, alla Trump Tower nel gennaio del 2017, l’attuale inquilino della Casa Bianca sembrò "ossessionato" da un dossier in particolare: quello in cui l'ex spia britannica Christopher Steel afferma come Mosca abbia in mano materiale per ricattare il presidente americano. In particolare si fa riferimento a incontri con prostitute in un hotel di Mosca nel 2013. Comey nel libro scrive che Trump gli chiese di indagare sul presunto video in cui il tycoon veniva ripreso nella camera d'albergo dove alcune prostitute urinavano sul letto dove avevano dormito Barack e Michelle Obama. "Lo deve fare per rassicurare mia moglie Melania”, avrebbe detto Trump, stando al racconto di Comey. Il presidente, continua Comey, "negò con forza quelle accuse". "Vi sembra che sia un ragazzo che ha bisogno di andare con le prostitute?”, avrebbe detto secondo Comey. “Poi - continua l'ex numero uno dell'Fbi - cominciò a parlare di tutti i casi in cui diverse donne lo accusano di molestie sessuali".

“Trump mi sembrò più basso”

Il ritratto che viene fuori dal libro di Comey è quello di un Trump molto agitato nel corso dei loro colloqui, tanto che l’ex numero uno dell’Fbi a un certo punto lo avrebbe interrotto per rassicurarlo: "Non siamo qui per indagare su di lei presidente". "E lui sembrò calmarsi'", spiega ancora Comey. L'ex capo dell'Fbi racconta anche come in quel primo incontro Trump gli sembrò "più basso" di quanto avesse immaginato, "con una cravatta troppo lunga e due mezzelune bianche sotto gli occhi che lasciavano capire l'uso di occhialini durante l'abbronzatura". L'ex capo dell'Fbi parla anche delle dimensioni delle mani del tycoon, notando come siano più piccole delle sue. In campagna elettorale Trump aveva replicato ai detrattori: "Le mia mani non sono piccole, e nemmeno altro".

Potrebbe saltare interrogatorio Trump

Intanto, sempre in tema Russiagate, dopo la perquisizione da parte dell'Fbi dell'ufficio, della camera d'albergo e dell'abitazione dell'avvocato personale di Donald Trump, Michael Cohen, potrebbe saltare l'interrogatorio del presidente americano da parte del procuratore speciale che indaga sul caso, Robert Mueller. A riportarlo sono i media Usa, che sottolineano come ci potrebbe essere un'accelerazione nelle indagini. La Cnn spiega che il legali di Trump, che stavano definendo i dettagli su tempi e modi dell'interrogatorio, hanno interrotto i negoziati accusando il team di Mueller di mancanza di fiducia. La Nbc racconta invece che è proprio quest'ultimo che non avrebbe più bisogno di sentire Trump dopo il materiale acquisito durante le perquisizioni, definito "una miniera d'oro".

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