Siria, Usa bombardano le forze di Assad

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Gli americani: "Abbiamo reagito per respingere l'aggressione contro i nostri alleati impegnati nella lotta contro lo stato Islamico"

Per la prima volta l’aviazione americana ha bombardato reparti del regime siriano. La coalizione a guida Usa impegnata nella lotta all'Isis in Siria avrebbe deciso i raid contro le forze pro-regime "in risposta ad un attacco non provocato" contro basi dell'alleanza. Media arabi hanno riferito che più di cento tra soldati e miliziani filo-governativi sarebbero stati uccisi negli attacchi con artiglieria e mezzi aerei mentre le forze lealiste, sostenute da Russia e Iran, tentavano di impadronirsi di un pozzo petrolifero nella regione di Deir ez-Zor.

Usa: fermato attacco contro nostri alleati

"Abbiamo reagito per respingere l'aggressione contro i nostri alleati impegnati nella lotta contro lo stato Islamico", è stato spiegato in una nota diffusa dalla coalizione a guida americana in Siria. Una fonte Usa ha inoltre riferito alla Cnn che gli aggressori hanno attaccato attraversando il fiume Eufrate, che segna la linea di separazione tra le forze di Damasco, appoggiate da Russia e Iran, e le Sdf. Le Sdf sono in prevalenza milizie curde dell'Unità di Protezione Popolare, note come Ypg.

Scontri sulla linea di tregua dell'Eufrate

Secondo le fonti, le forze lealiste avevano superato l'Eufrate verso est dirette al pozzo petrolifero di Khusham, vicino a Deir ez-Zor e controllato dalle Forze siriane democratiche, la piattaforma guidata dal Pkk siriano e sostenuta dagli Stati Uniti. Miliziani curdo-siriani, affermano le fonti, hanno partecipato agli scontri per fermare l'offensiva lealista, appoggiata da Iran e Russia. La Coalizione a guida Usa ha sostenuto con artiglieria e raid aerei la controffensiva curda per evitare l'avanzata governativa in un'area che mesi fa era controllata dall'Isis. Non è chiaro se le forze russe e americane, che si coordinano per le questioni militari in Siria, erano in contatto prima e durante gli scontri e i raid aerei.

Gli altri attacchi

Gli americani non sono stati gli unici a colpire nelle ultime ore. Nella giornata di mercoledì un'incursione aerea israeliana, non di certo la prima, avrebbe colpito una base alle porte della capitale, invano contrastata dalle batterie missilistiche terra-aria. Obiettivo principale per Israele è quello di ostacolare il trasferimento di armi sofisticate a Hezbollah in Libano. Ma la notizia in assoluto più preoccupante l'ha diffusa la Francia, per la quale le brigate del regime starebbero usando di nuovo armi chimiche: ordigni con testate a base di cloro, un gas tossico che colpisce i polmoni. E ha anche accusato la Turchia e l'Iran di violare le leggi internazionali.

Ancora vittime tra i civili

Sul terreno i civili continuano intanto a morire. La situazione appare  estremamente critica nei centri  abitati dell'area di Ghouta, una delle ultime enclave di resistenza. Il resoconto degli ultimi bombardamenti parla di 31 civili morti, tra cui 12 bambini, e 65 feriti. Altre fonti hanno parlato di ottanta morti e chi sfugge alle bombe rischia ormai di morire di fame. 

Data ultima modifica 08 febbraio 2018 ore 10:00

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