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Russiagate: Flynn confessa e tira in ballo Kushner, il genero di Trump

3' di lettura

L'ex consigliere della Casa Bianca per la sicurezza nazionale ammette di aver reso falsa testimonianza all'Fbi sui colloqui privati con l'ambasciatore russo. E si sarebbe detto pronto a testimoniare contro il presidente

Ora Donald Trump trema davvero. Il Russiagate rischia di travolgerlo, a quasi un anno dal suo insediamento alla Casa Bianca. La svolta sul fronte delle indagini era attesa da giorni: Michael Flynn ha deciso di patteggiare e davanti al giudice si è dichiarato colpevole, ammettendo di aver mentito all'Fbi su due incontri avuti con l'ex ambasciatore russo a Washington, Sergei Kislyak, lo scorso dicembre. Ma quel che più preoccupa la Casa Bianca è che l'ex consigliere per la sicurezza nazionale si sarebbe detto pronto a testimoniare contro il presidente.

Inoltre, secondo i principali media americani, avrebbe già spiegato agli investigatori che per contattare il diplomatico moscovita agì d'intesa con Jared Kushner, genero di Donald Trump. Flynn si sarebbe consultato anche con altri esponenti del 'transition team' del presidente eletto.

Flynn: accetto le mie responsabilità

"Le mie azioni sono state sbagliate -  ha ammesso Flynn - . La mia dichiarazione di colpevolezza e la volontà di cooperare con il procuratore speciale riflettono la decisione che ho preso nel miglior interesse della mia famiglia e del mio paese. Accetto la piena responsabilità delle mie azioni". Le parole dell'ex consigliere si riferiscono a false affermazioni da lui fatte il 24 gennaio, quattro giorni dopo l'insediamento del presidente Donald Trump, in merito ai suoi contatti con l'allora ambasciatore  russo negli Stati Uniti, Sergey Kislyak. 

Flynn, che ha garantito la "massima cooperazione", secondo la Abc sarebbe pronto a testimoniare anche contro l'attuale presidente degli Stati Uniti: la testata americana afferma che Flynn potrebbe ammettere che proprio da Trump sarebbe arrivato l'incarico di contattare i russi.

"False e fraudolente dichiarazioni"

L'ex consigliere alla sicurezza nazionale è stato chiamato oggi in tribunale per rispondere dell'accusa di "false e fraudolente dichiarazioni" fornite al Fbi.  Rischia fino a un massimo di 5 anni di carcere e una sanzione da 250.000 dollari. Sono due i colloqui tra Flynn Kislyak finiti nel mirino del procuratore speciale che indaga sul Russiagate. Due incontri avvenuti il dicembre scorso.

Due colloqui

Nel primo colloquio incriminato l'ex generale avrebbe fatto pressioni sull'ambasciatore russo per aiutare gli Usa e Israele ad 'uccidere' in Consiglio di sicurezza una risoluzione di condanna degli insediamenti in territorio palestinese. Nella seconda conversazione Flynn avrebbe invece chiesto a Mosca di evitare una escalation nei rapporti con Washington, in risposta alle sanzioni verso la Russia annunciate dalla amministrazione Obama. Sanzioni legate alle interferenze del Cremlino sulle elezioni presidenziali americane. 

Le dimissioni e le polemiche

Il generale si era dimesso lo scorso inverno dopo essere stato travolto dalle critiche. Nella lettera di dimissioni, il generale Flynn aveva detto di non aver informato correttamente il vicepresidente Mike Pence sul contenuto delle conversazioni.

Data ultima modifica 01 dicembre 2017 ore 22:01

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