Dall'inaugurazione alle guerre mondiali: la storia del Canale di Suez

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Il passaggio che consente la navigazione diretta dal Mediterraneo all'oceano Indiano fu inaugurato 148 anni fa, il 17 novembre del 1869. Ad oggi è lungo oltre 193 chilometri e profondo circa 24 metri

Veniva inaugurato 148 anni fa, il Canale artificiale di Suez che taglia l'istmo omonimo e consente la navigazione diretta dal Mediterraneo all'oceano Indiano. Realizzato dal francese Ferdinando de Lesseps, il progetto fu dell'ingegnere trentino Luigi Negrelli. Ad oggi il Canale misura oltre 193 chilometri di lunghezza per una profondità di circa 24 metri. La sua storia è passata per due guerre mondiali, la nazionalizzazione di Nasser e i conflitti arabo-israeliano. Per celebrare la sua inaugurazione, Giuseppe Verdi scrisse l'Aida.

Il trattato anglo-egiziano

Sin dai primi anni successivi alla sua inaugurazione, il 17 novembre del 1869, il Canale di Suez è stato motivo di conflitto e tensione, soprattutto per il ruolo strategico rivestito nelle tratte commerciali del Mediterraneo. Il Canale era per il 44% di proprietà del governo egiziano e, per la restante quota, di azionisti francesi. Tuttavia, il debito contratto con l'estero, costrinse l'Egitto a cedere la propria quota al Regno Unito. Tra i primi episodi di tensione, ci fu la rivolta condotta dal militare e politico egiziano, Ahmad Urabi pasha, nel 1882. Il Canale venne difeso dalle truppe britanniche, che ne mantennero da allora il controllo, formalizzato con le clausole del trattato anglo-egiziano del 1936. Passate le due guerre mondiali, l'insofferenza dell'Egitto nei confronti dell'ingerenza inglese crebbe progressivamente, ma la crisi vera a propria scoppiò con il conflitto arabo-israeliano del 1948, al termine del quale l'Egitto, sconfitto, impedì il passaggio delle navi israeliane. Nel 1951 fu ripudiato il trattato anglo-egiziano e tre anni più tardi, con un nuovo accordo, la Gran Bretagna si impegnò a ritirare le proprie truppe entro 20 mesi.

La nazionalizzazione di Nasser e i conflitti arabo-israeliani

La nuova scintilla che riaccese le tensioni fu la decisione dell'allora Presidente della Repubblica egiziana, Nasser, di nazionalizzare, nel 1956, la Compagnia che aveva in gestione il Canale di Suez. Si aprì quindi una nuova crisi, sfociata nell'intervento armato anglo-franco-israeliano contro l'Egitto. Al termine del conflitto, il controllo del Canale fu posto sotto l'egida dell'Onu, anche se il passaggio fu chiuso nuovamente durante le successive guerre arabo-israeliana nel 1967 e nel 1973. Dopo che nel 1974 furono dislocate forze dell'Onu, il Canale fu riaperto nel 1975, ma solo dopo il trattato di pace del 1979 tra Egitto e Israele, fu consentito di nuovo il passaggio anche alle navi israeliane.

Un importante sbocco commerciale

Secondo il settimo rapporto di "Studi e Ricerche per il Mezzogiorno", pubblicato lo scorso ottobre, nei primi nove mesi del 2017, attraverso il Canale di Suez, sono transitate 668 milioni di tonnellate di merci, registrando una crescita di quasi dieci punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2016. Sempre nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2017, secondo il rapporto di Srm, sono transitate nel Canale di Suez quasi 13 mila navi, di cui circa un terzo portacontainer. Il ruolo cruciale di questo snodo commerciale del Mediterraneo si è rafforzato ulteriormente a partire dal 2015 grazie al 'raddoppio' del passaggio. Costruito tra il 1859 e il 1869, il Canale è stato allungato nel 2015 di 72 chilometri ed è stato aggiunto un tratto di 35 chilometri, parallelo a quello già esistente. Ad oggi misura oltre 193 chilometri di lunghezza, 24 metri di profondità e ha una larghezza compresa tra i 200 e i 220 metri.

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