Il Papa: "Cristiani perseguitati con il silenzio vergognoso di tanti"

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Tweet di Francesco prima dell'Angelus per ricordare chi soffre a causa della propria fede. Nel giorno di Santo Stefano, primo martire della Chiesa, il Pontefice celebra "i martiri di oggi" e parla del valore del perdono: "Trasforma l'odio in amore e rende il mondo più pulito". Attacco a un villaggio cristiano nelle Filippine: almeno 14 morti

Papa Francesco, nel giorno di Santo Stefano, ricorda il primo martire della Chiesa e anche i “martiri di oggi”, quelli che sono perseguitati per la propria fede “spesso con il silenzio vergognoso di tanti”. Lo fa durante l’Angelus in piazza San Pietro ma, ancora prima, con un messaggio su Twitter. Le parole di Bergoglio arrivano in concomittanza con la notizia di un attacco condotto il giorno di Natale da ribelli musulmani contro comunità cristiane nelle Filippine: almeno 9 fedeli cristiani sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco dai ribelli del Bangsamoro Islamic Freedom Fighter, mentre almeno 5 insorti sono rimasti uccisi dalle forze governative nelle province di Sultan Kudarat, Maguindanao e Nord Cotabato.  

<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p lang="it" dir="ltr">Preghiamo per i cristiani che sono perseguitati, spesso con il silenzio vergognoso di tanti.&mdash; Papa Francesco (@Pontifex_it) <a href="https://twitter.com/Pontifex_it/status/680689544665014272">26 Dicembre 2015</a></blockquote><script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>

"Il perdono rende il mondo più pulito" - “La Vergine Maria, cui affidiamo coloro - e sono purtroppo tantissimi - che come santo Stefano subiscono persecuzioni in nome della fede, i nostri tanti martiri di oggi, orienti la nostra preghiera a ricevere e donare il perdono", ha detto Bergoglio nel suo discorso. E proprio il perdono è stato il tema al centro dell’Angelus. “Stefano – spiega il Pontefice ricordando la figura del santo – è martire, che significa testimone, perché fa come Gesù. È infatti vero testimone chi si comporta come lui: chi prega, chi ama, chi dona, ma soprattutto chi perdona. Perché il perdono, come dice la parola stessa, è l'espressione più alta del dono”. “Ogni giorno – ha continuato Francesco – abbiamo l'occasione per allenarci a perdonare, per vivere questo gesto tanto alto che avvicina l'uomo a Dio. Attraverso il perdono vinciamo il male con il bene, trasformiamo l'odio in amore e rendiamo più pulito il mondo".

Ringraziamenti per gli auguri - Alla fine dell’Angelus Bergoglio ha salutato i pellegrini arrivati da tutto il mondo e poi ha ringraziato per gli auguri ricevuti: “In queste settimane ho ricevuto tanti messaggi augurali da Roma e da altre parti. Non mi è possibile rispondere a ciascuno. Pertanto esprimo oggi a voi e a tutti il mio vivo ringraziamento, specialmente per il dono della preghiera”.

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