Datagate, garante privacy: verificare se italiani coinvolti

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Si allarga lo scandalo legato alle attività dell'Nsa. Dopo le ultime rivelazioni, il presidente americano Obama ha telefonato al collega francese Hollande. Il Copasir: anche l'Italia nel mirino delle intercettazioni. Fava a Sky TG24: governo intervenga

Si allarga lo scandalo legato alle presunte attività di spionaggio degli Stati Uniti: milioni di dati telefonici sarebbero stati intercettati in Francia mentre anche le e-mail dell'ex presidente messicano Felipe Calderon non sarebbero sfuggite al grande orecchio americano. Ma non solo: pure l’Italia sarebbe finita nel mirino dell’Nsa, la National Security Agency americana, come denuncia Claudio Fava, membro del Copasir.
Per questo motivo il garante della Privacy, Antonelli Soro, ha scritto una lettera al premier Letta per sollecitare una verifica sull'eventuale coinvolgimento di cittadini italiani: "E’ indispensabile che il Governo accerti se la raccolta, l'utilizzo e la conservazione di informazioni relative alle comunicazioni telefoniche e telematiche abbia coinvolto anche i cittadini italiani".
Barack Obama, intanto, ha telefonato al presidente francese Francois Hollande, ribadendo la "piena amicizia" e assicurando che "certa stampa ha distorto le nostre attività", ma ammettendo anche che tali attività "sollevano interrogativi legittimi per i nostri amici e alleati". Ed ha aggiunto che gli Stati Uniti "hanno iniziato a rivedere il modo in cui raccogliere informazioni". Dall'altro capo del telefono Obama ha trovato un Hollande molto duro che, secondo una nota dell'Eliseo, ha espresso "profondo biasimo" e "disapprovazione" per quelle che ha definito "pratiche inaccettabili fra alleati e amici, che oltraggiano la vita privata dei cittadini francesi".

Il garante a Letta: “Ue riformi tutela dati” -
Nella sue lettera a Letta in cui chiede una verifica sul coinvolgimento di connazionali, il garante della privacy, alla vigilia del vertice dei capi di governo in programma a Bruxelles il 24 e 25 ottobre, aggiunge: "Intendo richiamare la sua attenzione sull'opportunità di sostenere con forza, in seno al Consiglio, la necessità che l'Europa adotti il progetto di riforma, superando le riserve sul testo sollevate da alcuni Paesi membri, arrivando anzi a rafforzarne il disegno complessivo". "Ciò - spiega il Garante - al fine di assicurare una più ampia tutela dei cittadini di fronte alle insidie ed ai pericoli che oggi sembrano provenire da un Paese alleato e di indiscussa tradizione democratica, ma che domani potrebbero venire da Stati che offrono sotto tali profili minori garanzie”.

Fava a Sky TG24: “Interessata anche l’Italia” - Intanto, intervenendo a Sky TG24, Claudio Fava, deputato di Sel e componente del Copasir (il comitato parlamentare di controllo sui servizi di sicurezza), ha ribadito la convinzione che anche l’Italia sia stata al centro delle attività dell’agenzia americana. Secondo Fava, questa attività dovrebbe riguardare “le telefonate in entrate e uscita dagli Usa, ma c’è la possibilità di estendere la mole di intercettazioni”. Alla domanda se resta traccia al Copasir delle attività dell’Nsa, Fava dice: “Se ce lo dicono sì, altrimenti è difficile. Qui entra in campo l’autorevolezza di un governo. Non a casa il ministro degli Esteri francese ha convocato l’ambasciatore americano. Noi ci saremmo aspettati atteggiamenti altrettanti rigorosi, ma di questo ne parleremo domani (mercoledì 23 ottobre, ndr) con il sottosegretario Minniti”.


Stucchi (Copasir): “Pressioni su governo per chiarezza” - "Faremo pressioni sul Governo perché ci sia chiarezza" sul Datagate ha detto il presidente del Copasir Giacomo Stucchi, intervistato da Radio1. "In questo momento - ha spiegato Stucchi in merito all'ipotesi che anche le comunicazioni italiane siano state intercettate dall'intelligence Usa - siamo nel campo delle ipotesi, negli Stati Uniti dicono che non tutto quello che sta mostrando Edward Snowden è reale. Senza voler negare nulla, c'è l'obbligo di non gridare 'al lupo al lupo' quando il lupo non c'è". "E' importante - ha aggiunto - che noi si sia messi nelle condizioni di poter capire quello che è successo e questo noi chiederemo al sottosegretario Minniti che domani verrà in audizione". "L'Italia non ha mai concesso agli Usa di intercettare cittadini italiani", precisa intanto anche l'ex presidente del Copasir Massimo D'Alema, rimarcando la necessità di un chiarimento.

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