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Covid Lombardia, approvata legge da 250 milioni su sostegno costi rsa

Lombardia

L'obiettivo è sostenere i maggiori costi affrontati dalle strutture sociosanitarie di cura e riabilitazione a causa della riorganizzazione dell'assistenza imposta dal Coronavirus

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Approvata oggi a larga maggioranza dal Consiglio regionale della Lombardia la nuova legge sulle misure urgenti a favore della rete territoriale extraospedaliera, dei medici di medicina generale e degli specializzandi. L'obiettivo è sostenere i maggiori costi affrontati dalle strutture sociosanitarie di cura e riabilitazione a causa della riorganizzazione dell'assistenza imposta dal Coronavirus (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - MAPPE E GRAFICI - L'EMERGENZA IN LOMBARDIA E A MILANO). 

Cosa prevede la legge

Alle Rsa, Rsd, Css, Cure Intermedie e comunità per disabili e per le dipendenze accreditate è riconosciuto un incremento tariffario forfettario di 12 euro per singola giornata su posto letto occupato, tenendo conto delle riduzione del numero di posti letto occupati dovuta alla necessità di rispettare gli indirizzi nazionali per far fronte all'epidemia. ll piano, illustrato dal presidente della commissione Sanità, Emanuele Monti (Lega), mette a disposizione del comparto 250 milioni di euro, somma prevista da un emendamento dell'assessore al Welfare Giulio Gallera, derivante dai budget previsti nel bilancio regionale 2020.

Monti: "Notevole innalzamento dei costi che la Regione non ha voluto ignorare"

"La realtà lombarda - ha spiegato Monti - è un unicum a livello nazionale, con 704 strutture attive e circa 65.000 posti letto, dove operano quotidianamente 60.000 dipendenti. Cinquecento di esse (il 71%) sono strutture no-profit che stanno risentendo maggiormente degli effetti restrittivi causati dall'emergenza pandemica. Le accresciute esigenze organizzative e gestionali per il contenimento del Covid-19 (quali, ad esempio, sanificazione dei locali, i tamponi, l'utilizzo di personale aggiuntivo reclutato anche via temporanea, le forniture di dpi) hanno comportato un notevole innalzamento dei costi che Regione Lombardia non ha voluto ignorare, soprattutto per non far venir meno il benessere degli ospiti e la tutela del personale dipendente". La Regione, tramite le Ats, aggiunge Monti, "garantisce ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta una fornitura continuativa e costante di dispositivi di protezione individuale e medicali (mascherine chirurgiche), permettendogli di operare in maniera sicura. Per quanto concerne i medici specializzandi, a coloro i quali siano stati impegnati nella lotta alla pandemia".