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Gay Pride Milano 2019, in arrivo dieci giorni di eventi

I titoli delle 8 di Sky Tg24 del 21/06

1' di lettura

Il 29 giugno si terrà la parata del Pride, a cui l'anno scorso hanno partecipato 250 mila persone. Partirà alle 16 dal piazzale antistante la stazione Centrale per concludersi a piazza Oberdan

Tutto pronto a Milano per la Pride Week (IL PROGRAMMA), la dieci giorni di eventi, incontri e manifestazioni organizzata per celebrare l'orgoglio Lgbtq+. In calendario, dal 21 al 30 giugno, più di 60 eventi, tra cui la parata del 29 giugno. Il cuore dell'iniziativa sarà il Pride Square di Porta Venezia, dal 27 al 29 giugno, un villaggio diffuso aperto a tutti che da quest'anno si estende anche a Piazza Oberdan. Il motto dell'edizione del Milano Pride 2019 è #LaPrimaVoltaFuRivolta.

Le iniziative

Quest'anno saranno ricordati i moti di Stonewall, che nel 1969 a New York diedero vita al movimento di liberazione Lgbt, con una fiaccolata in piazzale Lavater. Per l'occasione, verrà inaugurato il primo 'monumento Lgbtq+' di Milano, la panchina Rainbow, realizzata con il patrocinio del Comune di Milano. Il 29 giugno si terrà la parata del Pride, a cui l'anno scorso hanno partecipato 250 mila persone. Partirà alle 16 dal piazzale antistante la stazione Centrale per concludersi a piazza Oberdan. In occasione della parata, la sera del 28 e 29 giugno, il grattacielo UniCredit della città sarà illuminato con i colori dell'arcobaleno.

Caterina Balivo non sarà la madrina del Pride

Con un post su Facebook gli organizzatori del Milano Pride hanno annuciato che la conduttrice televisiva Caterina Balivo non sarà la madrina dell'evento, a differenza di quanto precedentemente annunciato. "La madrina di un Pride deve essere un fattore unificante" e "poiché il Pride deve essere un momento di unità e uno spazio in cui tutti e tutte con le proprie differenze possano riconoscersi, abbiamo preso la decisione in accordo con Caterina Balivo di fare un passo indietro", hanno comunicato su Facebook. In molti sui social avevano ricordato le sue 'battutacce da caserma' e avevano contestato la scelta di un personaggio "che non c'entra nulla con la comunità gay". Da qui la scelta di fare "un passo indietro, ringraziando Caterina Balivo per la disponibilità e la sensibilità dimostrate in questa circostanza".

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