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Finlombarda, la procura vuole il processo per i 68 indagati

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Secondo la procura ci sarebbero state irregolarità nella gestione dei finanziamenti pubblici alle piccole e medie imprese. Al temine delle indagini sono stati contestati, a vario titolo, i reati di corruzione, truffa, falso e malversazione

Secondo la procura devono essere rinviati a giudizio i 68 indagati, tra persone fisiche e giuridiche, per le vicenda che riguarda gli ex vertici di Finlombarda, la società finanziaria 'in house' di Regione Lombardia, al centro di un presunto sistema di corruzione che avrebbe riguardato le iniziative 'Credito Adesso', 'Made in Lombardy' e il progetto 'Minibond', tre strumenti di credito a medie e piccole imprese.

La tesi della procura

Ad avanzare la richiesta di rinvio a giudizio è stato, nell'udienza preliminare di venerdì 3 maggio, il Pm di Milano Paolo Filippini, titolare dell'indagine sulle presunte irregolarità nella gestione dei finanziamenti pubblici agevolati per le piccole e medie imprese, nella quale sono stati contestati a vario titolo i reati di corruzione, truffa, falso e malversazione ai danni dello Stato. La richiesta di processo riguarda tra gli altri, Marco Flavio Cirillo, ex consigliere di amministrazione di Finlombarda ed ex sottosegretario al ministero dell'Ambiente nel governo Letta, e Mario Cesaroni, ex presidente di Confapi Milano (Confederazione della piccola e media impresa), oltre a Luciano Baielli, ex direttore generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica. Baielli è accusato di malversazioni perché nel 2013 avrebbe utilizzato 8 milioni e 700 mila euro, versati dalla Regione per essere destinati, come riporta il capo di imputazione, a "bandi di ricerca", per saldare un debito che la stessa Fondazione aveva con Finlombarda.

Indagati anche alcuni imprenditori

Tra gli indagati ci sono anche una serie di imprenditori i quali, per ottenere agevolazioni o accelerazioni per l'ok agli stanziamenti, avrebbero pagato soldi o altre utilità, come cene e in un caso anche una prostituta. Stralciate invece le posizioni di Marco Nicolai e Danilo Maiocchi, ex dirigenti generali rispettivamente di Finlombarda e dello Sviluppo Economico della Regione Lombardia. Il primo al momento seguirà un procedimento a parte, che probabilmente verrà riunificato a quello principale, a causa di un difetto di notifica dell'avviso di chiusura indagini. Il secondo invece ha chiesto e ottenuto il processo in abbreviato. Dopo la discussione del Pm Filippini, la parola è passata ai difensori che continueranno con le loro arringhe il prossimo 17 maggio. Per il 24 maggio è attesa la decisione del Gup, Sofia Fioretta.

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