Francesca Marciano: "Guardare verso l’alto significa anche guardare lontano da se stessi"

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Filippo Maria Battaglia

La scrittrice e sceneggiatrice è l'autrice di "Animal spirit", una raccolta di sei racconti pubblicata prima negli Stati Uniti e ora in Italia con Mondadori. E durante "Incipit", la rubrica di libri di SkyTG24, dice: “Negli animali c’è qualcosa di complicato e incomprensibile insieme”

Questo libro si intitola "Animal spirit", e per parlarne si può partire da un aggettivo, "selvatico", presente in tutti i sei racconti che lo compongono.  È selvatico il giardino e il timo, sono selvatiche le figlie di una dei protagonisti, e ovviamente sono selvatici anche gli animali, tanti, peraltro ampiamente rappresentati: orsi e alci, gabbiani e serpenti, castori e poi molti, molti uccelli. 

"In effetti, quell'aggettivo mi è stato sempre familiare - racconta la sua autrice, Francesca Marciano, durante 'Incipit', la rubrica di Sky TG24 dedicata ai libri - Già nel mio primo romanzo, che ho pubblicato in inglese vent'anni anni fa col titolo di 'Rules of the wild',  mi ero chiesta come mai in italiano non avessimo un aggettivo che corrispondesse all’idea di 'wilderness', di natura selvaggia appunto. Sarà perché l’Italia sin dai tempi degli antichi romani è sempre stato un Paese civilizzato, e dunque addomesticato, sarà per la nostra struttura, così sottile e allungata, ma insomma noi il senso della prateria e dei grandi spazi non l’abbiamo mai avuto, e quindi è probabilmente anche per questo che, quell'aspetto selvatico, dobbiamo andare a cercarlo proprio dentro di noi".

 

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Tutti i racconti di Marciano si declinano attorno alle relazioni e alle interazioni: umane certo, ma pure ambientali e appunto animali. Capita così, ad esempio, che uno  dei personaggi confessi a un certo punto che “non si era mai interessata a ciò che accadeva sopra la sua testa”, prima di scoprire che a “camminare con la testa rivolta verso l’alto” si scopre che “il cielo è un universo molto trafficato nel quale succede sempre qualcosa”. 

"Lo sguardo verso l’alto è anche uno sguardo lontano da se stessi", commenta in questa intervista la scrittrice e sceneggiatrice, e cita il caso degli uccelli, "animali che mi hanno sempre affascinato proprio per la loro capacità di  connessione che permette loro di migrare attraverso gli oceani senza perdersi e senza mai sbattere uno contro l’altro".

Solo uno spunto, tra i molti possibili, per avere "la conferma di un'antica certezza: e cioè che negli animali c’è qualcosa di magico, che consente loro di fare cose che noi come essere umani troviamo ormai molto più complicate".

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