Tenere traccia, a Milano Monica Sgrò trasforma il paesaggio in memoria collettiva

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Dal 6 ottobre al 7 novembre 2026 Fondazione Corrente a Milano ospita Tenere traccia. La mostra di Monica Sgrò, a cura di Wurmkos con un testo critico di Deianira Amico, attraversa dieci anni di pratiche e processi artistici tra fotografia, disegno, feltro, collage e progetti condivisi. Al centro, la lana, la transumanza e il pastoralismo come patrimonio vivo, terreno di relazione e conoscenza collettiva. In programma tre proiezioni del docufilm In questo mondo di Anna Kauber, dedicato alle donne pastore italian

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Tenere traccia non significa soltanto conservare. Significa attraversare, sovrapporre, lasciare che un’immagine ne richiami un’altra, che un materiale racconti il tempo trascorso e che un gesto individuale finisca per diventare memoria collettiva. È da questa idea che sembra prendere forma Tenere traccia. Monica Sgrò, Pratiche e processi artistici, 2017–2026, la mostra ospitata dal 6 ottobre al 7 novembre 2026 alla Fondazione Corrente di Milano, in via Carlo Porta 5.

Curata da Wurmkos, con un testo critico di Deianira Amico, l’esposizione riunisce materiali nati nell’arco di un decennio di ricerca, workshop e progetti condivisi. Fotografie, disegni e oggetti non vengono disposti secondo la rassicurante disciplina della cronologia, ma procedono per assonanze, ritorni e stratificazioni. Una forma espositiva che cerca di restituire il carattere mobile e non lineare del lavoro dell’artista

 

Dalla lana al paesaggio: l’arte come esperienza condivisa

Una delle matrici della ricerca di Monica Sgrò è la lana, materiale concreto e insieme relazionale. Nei progetti sviluppati con la maestra feltraia Barbara Bordini, tra cui Pianta Desiderio del 2018 e Margini19, l’infeltritura collettiva trasforma infatti la materia in un tessuto che è fisico ma anche sociale.

Da qui lo sguardo si allarga al mondo agropastorale e alla transumanza. In Andare con il gregge, sviluppato fra il 2019 e il 2022 e curato da Giorgio Azzoni, anni di lavoro con scuole e comunità conducono fino all’esperienza diretta dell’accompagnamento di un gregge durante la transumanza, di giorno e di notte. I disegni realizzati durante il cammino e successivamente impressi a fuoco sul feltro diventano così una sorta di cartografia condivisa: non una mappa che delimita un territorio, ma una superficie capace di conservarne gesti, incontri e passaggi. 

È proprio qui che Tenere traccia trova forse il suo nucleo più interessante: nel passaggio dalla materia alla memoria, dalla lana al territorio, dalla pratica manuale alla domanda su come un patrimonio possa essere osservato, raccontato e soprattutto vissuto.

Mangiare i prati e Batida Onlife

Tra il 2024 e il 2026 la ricerca prosegue attraverso Mangiare i prati e Batida Onlife, progetti realizzati in collaborazione con Fondazione Wurmkos, voluti e finanziati da Regione Lombardia con il supporto tecnico di ERSAF, e sviluppati coinvolgendo le scuole in percorsi dedicati alla cultura del pastoralismo.

Mangiare i prati nasce dalle riflessioni di un pastore lombardo raccolte nel documentario Pastori transumanti in Lombardia. La transumanza e il pascolo vagante del 2011. Da quelle parole emerge il rapporto fra gregge ed ecosistema dei prati, insieme alla crescente fragilità di questo equilibrio.

Durante il workshop viene realizzato collettivamente un grande collage che dà forma a un «prato immaginale». Alcuni frammenti vengono quindi stampati su magliette, indossate dagli studenti come monito di salvaguardia durante l’inaugurazione della mostra fotografica di Carlo Meazza Il cammino dei pastori – Storie di vita e del paesaggio lombardo, in occasione della Giornata del Pastoralismo.

Con Batida Onlife, invece, il punto di partenza sono proprio quelle immagini. Attraverso il collage e il ricalco, ciò che la fotografia sembra già raccontare viene rimesso in discussione, sottratto alla presunta evidenza dello sguardo e consegnato a nuove interpretazioni. Il progetto si apre inoltre a interlocutori differenti, dalla Scuola Giovani Pastori ad AnthroDay – World Anthropology Day Milano 2026

Un patrimonio fatto di persone prima ancora che di immagini

La mostra attraversa così fotografia, collage, disegno, feltro e pratiche partecipative, ma il vero materiale sembra essere un altro: la relazione.

Non il patrimonio inteso come qualcosa da mettere sotto vetro, ma come esperienza che continua a cambiare attraverso le persone che la abitano. Una prospettiva che trova un ulteriore contrappunto in In questo mondo, il docufilm diretto nel 2018 da Anna Kauber, costruito attraverso le testimonianze di un centinaio di donne pastore di generazioni diverse, incontrate in tutta Italia.

Le loro voci riconducono il racconto alla dimensione umana e plurale della vita rurale e impediscono che il mondo pastorale venga ridotto a icona nostalgica o cartolina di un passato scomparso. È in questa molteplicità di persone, luoghi e memorie che il progetto rintraccia quella possibile «educazione sentimentale al patrimonio culturale» evocata da Tomaso Montanari.

I progetti esposti

Il percorso comprende Habitat-corpo (2013), Soglia d’attenzione (2017), Pianta Desiderio (2018), Margini19 (2019), Andare con il gregge (2019–2022), Mangiare i prati (2024), Batida Onlife (2025–2026) e AnthroDay (2026).

Monica Sgrò, artista e docente di Discipline Plastiche e Scultoree, concentra la propria ricerca sulle pratiche artistiche intese come metodologie di conoscenza collettiva. È dottoranda all’Universitat Politècnica de València, in co-tutela con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, con una ricerca sul patrimonio immateriale e sul rapporto tra arte e territorio, fra contesti urbani e rurali. Attraverso progetti con scuole e comunità ha approfondito la lana come strumento relazionale e i temi del pastoralismo e del cammino con gli animal

In questo mondo, le proiezioni alla Fondazione Corrente

Accanto alla mostra è previsto un programma di proiezioni di In questo mondo di Anna Kauber, documentario della durata di un’ora e 37 minuti.

Dopo una matinée il 7 ottobre dedicata al Liceo Artistico Caravaggio e al Liceo Artistico Boccioni di Milano, alla presenza della regista, il film sarà proiettato per il pubblico giovedì 15, mercoledì 21 e mercoledì 28 ottobre alle 18.30, con ingresso libero.

Kauber, scrittrice e documentarista, lavora da anni sulle trasformazioni e sulle progettualità degli spazi urbani e rurali attraverso ricerche sul campo e testimonianze raccolte direttamente dalle persone e dalle comunità. In questo mondo è stato premiato come miglior documentario italiano al 36° Torino Film Festival

Tenere traccia: date, orari e informazioni

Tenere traccia. Monica Sgrò, Pratiche e processi artistici, 2017–2026 è visitabile alla Fondazione Corrente, in via Carlo Porta 5 a Milano, dal 6 ottobre al 7 novembre 2026.

L’inaugurazione è in programma martedì 6 ottobre alle ore 18. La Fondazione è aperta dal martedì al giovedì, dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30.

Una mostra che prova, insomma, a fare esattamente ciò che promette il titolo: tenere traccia. Non immobilizzare quello che rischia di scomparire, ma permettergli di continuare a muover

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