Il volto, i sogni e la voce di Momo, arrivato minorenne non accompagnato nel capoluogo lombardo, sono il cuore pulsante di "Milano vista dal mare", la mostra fotografica esposta per i 70 anni della Biblioteca Sormani. Un'iniziativa che, attraverso gli sguardi dei giovani migranti, ribalta la narrazione sulla marginalità
Ci sono profumi capaci di attraversare il Mediterraneo. Il pane che Mohamed Elsayed Abdelwahab Ahmed – per tutti Momo – sforna oggi a Milano ha forme diverse da quello che vedeva preparare nel suo villaggio in Egitto, ma l'emozione è la stessa. Tra la farina e il ricordo viscerale della madre in cucina, l'ex minore straniero non accompagnato ha trovato il suo posto nel mondo: oggi è un panificatore affermato, premiato dall’Associazione Panificatori di Confcommercio Milano, protagonista di una parabola di riscatto che spazza via ogni pregiudizio.
La sua non è solo la storia di un mestiere trovato per caso, ma di una ferrea determinazione nata da bambino.
«Ogni estate vedevo tornare un mio vicino emigrato in Germania. Era sempre ben vestito e portava cioccolatini Kinder per tutti noi: in lui vedevo quello che avrei voluto diventare» racconta Momo. «Oggi, quando torno in Egitto, sono io quello che porta i cioccolatini agli altri bambini. Non ho mai pensato di poter fallire».
L'arrivo in Italia ha richiesto scelte difficili e nessuna scorciatoia.
«Ho dovuto lasciare il lavoro da muratore perché non era compatibile con la terza media. Volevo studiare» spiega. Grazie alla sua educatrice ha trovato posto nella grande distribuzione: «C'era la posizione da panettiere. Mi permetteva di conciliare lavoro e studio e, in più, fare il pane mi faceva sentire un po’ a casa».
Di fronte a un dibattito pubblico sull'immigrazione spesso carico di paure, il suo messaggio è cristallino:
«A chi nutre pregiudizi dico di guardare le persone negli occhi. Chi lascia il proprio Paese porta con sé una storia che spesso non conosciamo. Prima di giudicare, bisognerebbe conoscere. Io ho incontrato persone che hanno visto in me un ragazzo con dei sogni».
Il volto, i sogni e la voce di Momo sono il cuore pulsante di "Milano vista dal mare", la mostra fotografica esposta per i 70 anni della Biblioteca Sormani. Un'iniziativa che, attraverso gli sguardi dei giovani migranti, ribalta la narrazione sulla marginalità.
Tutto questo nasce all'interno di Fr-Agile!, la rete milanese che rende possibili queste storie di riscatto. Come evidenzia Nicoletta Stefanelli, coordinatrice del progetto, l'obiettivo vitale di Fr-Agile! è proprio trasformare l'accoglienza in un'opportunità reale di autonomia: offrire a questi ragazzi non solo un riparo, ma gli strumenti concreti per far fiorire i loro talenti. Un modello virtuoso che, come ricorda anche l'assessore al Welfare Lamberto Bertolé, supera la pura assistenza per costruire vera inclusione e coesione sociale.
Ma la vera forza di questo percorso è racchiusa nel messaggio finale che Momo lancia ai ragazzi appena arrivati a Milano, smarriti come lo era lui anni fa. Una conclusione che suona come una promessa per il futuro:
«Bisogna avere pazienza, lavorare, fare sacrifici e non lasciarsi attirare dalle scorciatoie. Le cose importanti richiedono tempo e fatica, ma alla fine sono quelle che ti permettono di costruire qualcosa di veramente tuo. All’inizio può sembrare tutto difficile, ma se continui a lavorare per il tuo obiettivo e non smetti di crederci, passo dopo passo puoi costruirti la tua strada».
Info utili
- Dove: Biblioteca Sormani (Spazio Young), Corso di Porta Vittoria 6, Milano.
- Quando: Dal 7 al 31 ottobre 2026.
- Il Progetto: Fr-Agile! è promosso dal Comune di Milano, sostenuto da Con i Bambini, Fondazione Cariplo e Fondazione Vismara, con Farsi Prossimo come capofila.