L’amicizia come progressiva perdita: Ermanno Cavazzoni racconta Gianni Celati
Lifestyle ©GettyLo scrittore ripercorre il legame con Celati in un libro, finalista al Premio Campiello 2026, che parla di letteratura, conversazioni, paesaggi. E, soprattutto, del modo in cui ogni amicizia contenga già, fin dall’inizio, la propria nostalgia. L’intervista durante “Incipit”, il programma di Sky TG24
Una trattoria bolognese che non esiste più, le passeggiate lungo gli argini del Delta del Po, le discussioni infinite sull’Ariosto, sui filosofi, sui matti incontrati per strada. È da qui che prende forma la "Storia di un’amicizia" tra Ermanno Cavazzoni e Gianni Celati. Pubblicato da Quodlibet, il libro è uno dei cinque finalisti del Premio Campiello 2026, il cui vincitore — scelto dalla giuria dei trecento lettori anonimi — sarà proclamato il prossimo 3 ottobre al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia.
“Non volevo fare quelle biografie brevi in cui uno scrittore sembra un maniaco che parla solo di libri, di convegni e di letteratura”, racconta Cavazzoni nel corso della nuova puntata di "Incipit". Per questo, "Storia di un’amicizia" sceglie una strada diversa: raccontare non tanto le opere di Celati quanto il tempo trascorso insieme. Le chiacchiere, le attese, le camminate, le scoperte condivise: il “tempo vuoto”, lo chiama Cavazzoni, apparentemente marginale, che occupa gran parte delle nostre vite e che le informa. Ma il libro è anche il racconto di una perdita: “Quando una persona scompare - nota sempre Cavazzoni - il suo spirito continua ad aleggiare nei posti che ha vissuto. E io avverto ancora la presenza di questo carissimo amico. L'aldilà è un progressivo allontanarsi dai luoghi che uno ha abitato e dagli amici che ha frequentato”.
L’intervista è disponibile anche come podcast in tutte le principali piattaforme cercando la rubrica “Incipit - Tra le righe” o selezionando l’episodio nella playlist che si trova qui sotto.