Federico García Lorca, 90 anni dalla morte: vita e opere del poeta spagnolo

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Il 19 agosto 1936 il grande poeta e drammaturgo andaluso, fervente repubblicano, veniva fucilato dai nazionalisti, durante i primi giorni della sanguinosa guerra civile che avrebbe portato al trionfo del dittatore Francisco Franco. Dalla capacità di unire tanti mondi differenti tra tradizione e avanguardia al suo progetto di teatro itinerante fino alla rimozione della sua figura dalla memoria pubblica durante il franchismo: ripercorriamo le tappe della biografia e le opere di questa voce fondamentale del Novecento 

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Il 19 agosto 1936 moriva fucilato dai nazionalisti, durante i primi giorni della guerra civile, il più influente poeta e drammaturgo del Novecento spagnolo, Federico García Lorca. La figura di Lorca si è trasformata in mito per la sua vicenda umana e politica, ma anche per la capacità di racchiudere un universo complesso nelle sue opere: il folklore, quindi la cultura popolare in dialogo con le avanguardie europee come modernismo, simbolismo, espressionismo, senza ridursi esclusivamente a nessuno di questi aspetti o correnti.

La vita e le opere

Nacque a Fuente Vaqueros, nella provincia di Granada, in Andalusia, il 5 giugno del 1898, da Federico García Rodríguez, ricco possidente terriero, e Vicenta Lorca Romero, un'insegnante che lo educò all’attenzione nei confronti degli ultimi. Compì i suoi studi prima ad Almería e poi nell'università di Granada dove studiò filosofia e diritto. Nella città delle all'Alhambra entrò in contatto con la cultura gitana che si rivelerà fondamentale per la sua poetica. Un esempio fra tutti della presenza di questa tematica e di queste atmosfere è il "Romancero gitano" (1928), con cui si fece notare. Nel 1919 si trasferì a Madrid in un momento di grande fermento. È qui che si formava la generazione detta del ‘27, di cui Lorca fece parte: un gruppo di giovani scrittori, poeti, intellettuali che misero insieme le nuove tendenze internazionali con la tradizione spagnola più profonda e radicata. In questa fase inizia la sua produzione lirica e drammaturgica. Tra il 1929 e il 1930 partì per gli Stati Uniti, un’esperienza che sarà fondamentale ed estremamente fertile per la sua scrittura. Nella metropoli americana scrive "Poeta en Nueva York", in cui inserisce il suo sguardo esterno sulle contraddizioni  e la diversità di quel mondo nuovo. Dopo gli Usa, trascorse un periodo a Cuba e in Argentina. Con il rientro in Spagna l’amore per il teatro lo portò a compiere una delle sue imprese più straordinarie: la fondazione nel 1931 del teatro popolare ambulante "La Barraca”, in linea con la sua idea di portare l’arte nei luoghi più umili. Conosce in questi anni Rafael Rodríguez Rapún, segretario de "La Barraca" e studente d'ingegneria a Madrid, un amore travolgente che sarà al centro dei suoi drammi e delle sue liriche e che ispirerà e i “Sonetti dell'amor oscuro”, pubblicati postumi negli anni Ottanta. Il conflitto interiore per la sua omossessualità in tempi difficili per chi usciva dalle regole sarà una costante della sua esistenza e della sua produzione. Durante uno dei tour de "La Barraca" scriverà le sue opere di teatro più note, denominate 'trilogia rurale, di cui fanno parte le celebri: "Bodas de sangre"  e "Casa de Bernarda Alba", entrambe del 1933. Alla morte dell'amico torero Ignacio Sánchez Mejías, l'anno successivo, Lorca compone il famoso “Llanto” (Compianto) per poi pubblicare “Seis poemas galegos” (Sei poesie galiziane). Conclude anche il dramma "Donna Rosita nubile o il linguaggio dei fiori", progettando la raccolta poetica del "Diván del Tamarit".

Nel febbraio del 1936 quando la situazione sta per degenerare in Spagna decide di fondare con alcuni compagni l'"Associazione degli intellettuali antifascisti". Lorca era un antinazionalista, o meglio critico feroce degli eccessi di un culto vuoto e violento dell’identità nazionale. Fervente repubblicano, con l’avvento della Repubblica sosterrà fortemente il nuovo assetto. 

La morte e la memoria

La ribellione franchista esplode in Marocco nel luglio del ‘36 e in breve tempo prenderà il potere in tutta la Spagna, instaurando una violenta repressione. Allo scoppio della guerra civile Lorca  rifiuta di autoesiliarsi. Si rifugia in casa di un amico vicino ai falangisti sperando di trovare protezione, ma viene subito arrestato. Nonostante gli interventi a suo favore e le promesse di essere rimesso in libertà, il governatore dà ordine segreto di procedere all'esecuzione. Alle prime luci dell’alba del 19 agosto 1936 viene fucilato a Viznar e il suo corpo non sarà mai ritrovato, sebbene ciclicamente in Spagna si è posta la questione di effettuare e finanziare nuove ricerche per identificare i resti del grande poeta nazionale. La notizia della sua uccisione suscitò lo sdegno a livello mondiale, ma questo non impedì un'opera di rimozione del suo contributo per quarant'anni. La sua figura fu bandita e rimossa dalla memoria pubblica, così come le sue opere furono proibite o fortemente ostacolate durante la dittatura franchista. Solo “Obras completas” riuscì ad andare in stampa nel 1953 anche se con pesanti interventi censori sul testo. Solo dopo il 1975, con la morte di Franco, Lorca riconquisterà il proprio spazio.

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