Animali domestici in fuga, i cani italiani scappano di più: quali caratteristiche incidono

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Ketty, tra i migliori localizzatori Gps per cani e gatti, ha condotto un'analisi per capire come si muovono questi "fuggitivi" e quando scatta l'allarme. Stile di vita e razza sono tra le caratteristiche più determinanti

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Ogni estate, associazioni come ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) si trovano ad affrontare una piaga drammatica che colpisce milioni di famiglie: gli smarrimenti accidentali di cani e gatti. Che sia per i fuochi d'artificio di Ferragosto o per i temporali improvvisi, gli animali domestici tendono a scappare o allontanarsi. Per questo, Ketty ha condotto una ricerca per approfondire il fenomeno e capire quando si potrebbe verificare l'emergenza. I risultati smontano alcuni luoghi comuni e indicano come agire per tutelare i propri animali.

I cani scappano il 43% in più rispetto ai gatti

Per capire chi siano davvero questi "fuggitivi", come si muovono e soprattutto quando scatta l'allarme, il localizzatore Gps Kippy ha analizzato i dati reali di migliaia di pet tracciati in tutta Europa tra marzo e maggio 2026, registrando oltre quattromila eventi di uscita dalla "zona sicura": più del 50% di questi avvengono in Italia, seguono la Francia (30%) e la Germania (8%). Quello che emerge è un ritratto inaspettato che smonta alcuni luoghi comuni: ad esempio, ciò che decreta la propensione alla fuga non sono l'età o il sesso dell'animale, ma il suo stile di vita e, nel caso dei cani, la taglia. Gli animali abituati a vivere principalmente all'aperto tendono infatti a superare i confini tre volte più spesso rispetto a quelli d'appartamento, registrando una media di oltre otto allarmi, contro i meno di tre di chi vive tra le mura di casa. Tra i cani inoltre la taglia conta molto, perché gli esemplari che superano i venti chili fanno registrare una media di allarmi quattro volte superiore rispetto ai cani "mini" sotto i cinque chili. Anche l'eterna sfida tra cane e gatto riserva una contro tendenza: i cani scappano il 43% in più rispetto ai gatti, dimostrandosi decisamente più irrequieti nel gestire il perimetro dello spazio domestico.

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La fuga è anche una questione di routine domestica

Guardando alle razze la graduatoria sembra dipendere direttamente dal DNA e dalle attitudini degli animali. In cima alla lista dei più dinamici troviamo i cani da pastore o da lavoro come il Border Collie, il Jack Russell e Siberian Husky, guidati da un innato bisogno di esplorazione, movimento e indipendenza. Sul fronte felino, invece, le medaglie d'oro della fuga vanno al Siamese e al Maine Coon, aristocratici del mondo animale con un’identità territoriale marcata, costantemente impegnati a difendere e ampliare i confini del proprio perimetro. Il dato sull'orario poi è tra i più sorprendenti. Anche se si potrebbe pensare che le fughe avvengano maggiormente di notte o durante la confusione del fine settimana, i dati raccontano il contrario. I pet amano la stabilità notturna - solo il 7% degli allarmi scatta tra le 22 e le 6 - si muovono soprattutto di giorno, con un picco alle otto del mattino e una seconda ondata all'ora di pranzo e il giorno più "caldo" della settimana è il martedì. La fuga è dunque una questione di routine domestica, legata a quei momenti in cui la vita di famiglia si mette in moto e la guardia degli umani inevitabilmente si abbassa.

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Se si presenta l'emergenza è fondamentale mantenere la calma

A livello geografico, in Italia la mappa delle fughe si concentra al Nord, che da solo copre metà delle segnalazioni nazionali, con il Veneto in testa seguito da Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria. Insieme alla Francia, il nostro Paese rappresenta l'80% degli allarmi europei, un dato che da un lato è legato al clima mediterraneo e dall’altro alla grande diffusione di case con giardino, dove vivere "fuori" è una scelta comune e quotidiana. Se l'emergenza si presenta, le prime ore diventano una corsa contro il tempo in cui la lucidità del proprietario e la sua gestione del panico sono molto importanti. La prima regola è mantenere la calma assoluta ed evitare di rincorrere l'animale correndo o urlando, un errore comune che evoca nel pet l'idea di un gioco o un senso di forte panico, spingendolo ad allontanarsi ancora di più. Decisamente più utile è invece cercare di ricordare il punto esatto dell'ultimo avvistamento per farne il quartier generale delle ricerche, lasciando sul posto un capo d'abbigliamento o un gioco familiare che possa fare da faro olfattivo se l'animale decidesse di tornare sui propri passi. Infine, mentre si pattuglia la zona a ritroso è fondamentale allertare immediatamente i canili, i gattili e i veterinari della zona.

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