Il 27 maggio, con la presentazione nazionale del programma nel Palazzo della Cancelleria Vaticana a Roma, scatterà il conto alla rovescia verso la festa del 2 luglio
Le feste patronali del Sud Italia rappresentano uno degli spaccati più autentici della cultura popolare mediterranea: riti religiosi, folklore, luminarie, identità collettiva. Ma a Matera tutto questo assume un’intensità diversa. Qui il 2 luglio dedicato a Maria SS. della Bruna diventa un rito popolare unico, vissuto con una partecipazione emotiva che attraversa tutta la città e si rinnova da 637 anni con la stessa intensità.
Il 2026 segna un passaggio storico: l’avvio ufficiale del percorso verso la candidatura della Festa a Patrimonio Immateriale UNESCO. Un riconoscimento che, se ottenuto, si aggiungerebbe a quello già assegnato ai Sassi e al Parco delle Chiese Rupestri, aprendo per Matera il capitolo di un doppio riconoscimento UNESCO, materiale e immateriale.
Il 27 maggio, con la presentazione nazionale del programma nel Palazzo della Cancelleria Vaticana a Roma, scatterà il conto alla rovescia verso il 2 luglio.
Il programma della festa 2026
Il cartellone 2026 conferma il dialogo continuo tra tradizione e contemporaneità. Accanto ai riti religiosi e alla preparazione del Carro Trionfale tornano la “Bruna Passion Week”, con podcast, dj set e la mostra “Come al 2 di luglio”, il “Fantabruna”, gioco online che racconta il forte coinvolgimento delle nuove generazioni, e “Storie di donne”, rassegna dedicata al ruolo femminile nella crescita culturale e sociale della città.
Il cuore della festa resterà il 2 luglio, il “Capodanno dei materani”: dalla messa all’alba alla processione dei cavalieri, dai fuochi sulla Gravina fino all’assalto al Carro Trionfale e allo “strazzo”, il momento simbolico e catartico più atteso. A rendere unica l’atmosfera contribuiscono anche le luminarie scenografiche della città, progettate ogni anno con installazioni inedite.
Vivere Matera durante la Festa della Bruna significa immergersi in una tradizione ancora profondamente viva, con i Sassi sullo sfondo come scenario naturale di uno dei riti popolari più intensi del Mediterraneo.