Supergirl - Disavventure a Midvale, il ritorno di Kara Zor-El
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La nuova serie dedicata all'eroina DC si rivolge a un pubblico giovane con un tono leggero e disegni che mescolano la tradizione americana a quella del manga
Il 2026 è l’anno di Supergirl, con il film interpretato da Milly Alcock in arrivo a fine giugno e una lunga serie di uscite fumettistiche ad accompagnarlo (compreso un volume antologico celebrativo del personaggio che conterrà una storia scritta da Francesca Michielin). Panini Comics ha aperto le celebrazioni a inizio anno con la pubblicazione in Italia del volume cartonato che contiene i primi sei numeri della nuova serie regolare dedicata alla ragazza venuta da Krypton (144 pagine, 21 euro), scritta e disegnata da Sophie Cambpell con la collaborazione ai disegni di Paulina Ganucheau e Rosie Kämpe.
La trama
Quando Kara torna a Midvale per rispondere a un invito dei suoi genitori e allontanarsi da Metropolis e dall’ombra ingombrante del cugino più famoso, trova subito la sua cittadina profondamente cambiata. Ma ciò che più la inquieta è che una “nuova” eroina è arrivata in città, e questa eroina è Supergirl. Un’altra Supergirl. Kara deve così scoprire chi le ha rubato l’identità, cosa è successo agli abitanti di Midvale e ai suoi genitori che non si ricordano più di lei, combattendo una nemica che forse poi così nemica non è alleandosi con un’amica scoperta all’improvviso.
Uno young adult per tutti
Il tono del racconto è leggero, divertente, ma i temi trattati sono particolarmente profondi. Accettazione di sé stessi, ricerca di una propria identità, emarginazione e disperato desiderio di inclusione. Sophie Cambpell costruisce un racconto che ha un target piuttosto esplicito nella fascia d’età degli young adult, che strizza l’occhio al mondo femminile ma che riesce a essere decisamente trasversale, leggibile e godibile da tutti: giovani e meno giovani, ragazze e ragazzi, fan di vecchia data del personaggio e neofiti. Una ripartenza fresca per un personaggio che ha ancora tanto da dire e da dare.
Disegni e colori
Ai disegni, un ibrido tra lo stile comics e quello manga, troviamo la stessa Campbell per i primi quattro numeri della serie che racchiudono l’arco principale del racconto, affiancata da Paulina Ganucheau, veterana di questo genere di racconto, e Rosie Kämpe, rispettivamente nei numeri 5 e 6, in cui il tono del racconto si modifica leggermente, facendosi più leggero nel numero 5, che vede protagonisti i superpets, e più epico nel 6. Tambra Bonvillain colora magistralmente cinque numeri su sei, con un cambio di registro e palette che accosta la variazione di atmosfere tra i primi quattro e il sesto; il quinto numero è colorato da Kendall Goode e Marissa Louise.