La prigione e il corpo come forma di libertà: il nuovo romanzo di Gaja Cenciarelli

Lifestyle
Filippo Maria Battaglia

Filippo Maria Battaglia

©Getty

La scrittrice dedica il suo nuovo libro - "Il rivoluzionario e la maestra" - alla storia di due militanti catturati e torturati negli anni Settanta dalla dittatura uruguaiana. L'intervista durante "Incipit", il programma di libri di Sky TG24

ascolta articolo

Si chiamavano Adolfo Wasem e Sonia Mosquera, furono rapiti nel 1972, in Uruguay, durante la dittatura militare e per dodici anni furono sottoposti a torture indicibili.

Dalla loro storia prende avvio il romanzo di "Incipit" di questa settimana. Si intitola "Il rivoluzionario e la maestra" (Marsilio) e lo ha scritto Gaja Cenciarelli, che ha scelto di raccontare la loro vicenda da un punto di vista preciso: quello dell’esperienza interiore della prigionia, "di ciò che accade a una mente e a un corpo quando tutto viene sottratto". La storia dei due attivisti si intreccia con quello di una donna che ha perso tutto - affetti, denaro, certezze - e che si imbatte in un libro che racconta proprio il sequestro e le violenze subite da Adolfo e Sonia. Da quell’incontro - spiega Cenciarelli - nasce "la consapevolezza che esiste un filo - la libertà - che attraversa le vite, unendo passato e presente, privato e collettivo".

L’intervista è disponibile anche come podcast in tutte le principali piattaforme cercando la rubrica “Incipit- Tra le righe” o selezionando l’episodio nella playlist che si trova qui sotto.

Lifestyle: I più letti