
I giovani escono meno e non vivono le 4 ruote come simbolo di libertà e indipendenza. Si “muovono” sui social e scelgono il Car Sharing. Giusto pianificare strategie politico-industriali per rilanciare il comparto ma bisogna riflettere anche sui mutamenti sociali, afferma Cesare Librici, CEO di DEMA Spa, azienda con oltre 70 anni di esperienza nell’automazione
Cresce la digitalizzazione come luogo di ritrovo e la perdita della centralità dell’auto, nelle vite dei giovani. I ragazzi, infatti, si “incontrano” sui social come Instagram e non vedono più l’auto come uno strumento che dà loro indipendenza e libertà. Secondo l’Istat, non a caso, nella fascia di età 15-19, meno di 1 giovane su 3 vede quotidianamente gli amici in senso “fisico” ma li frequenta sulle piattaforme social.
“Mentre si cercano responsabilità e si pianificano delle strategie politico-industriali per rilanciare il comparto dell’automobile, in pochi si concentrano sui mutamenti culturali e sociali che giocano, anch’essi, un ruolo determinante. Temo che si stia sottostimando il problema della disaffezione giovanile verso le 4 ruote,” afferma Cesare Librici, CEO di DEMA Spa, azienda con oltre 70 anni di esperienza nell’automazione. “L’auto non è più percepita come un bene primario o un simbolo di emancipazione. Non è più neanche uno status symbol da bramare e desiderare. A tutto questo la confusione creata dalle campagne ‘green’ che spingono verso un elettrico ancora poco attrattivo e performante, ha ulteriormente complicato le scelte dei consumatori, portandoli a rimandare gli acquisti. Serve un approccio integrato che includa piani industriali ma anche culturali e antropologici”.
I numeri
I numeri parlano chiaro: in Italia le immatricolazioni di nuove auto nel novembre 2024 sono state 124.250, con un calo del 10,8% rispetto allo stesso mese del 2023. “Un calo del 10% in un anno è un dato allarmante,” continua Librici. “Ci stiamo davvero adeguando alle esigenze del pubblico?”. Una domanda che sottende riflessioni più ampie: perché i giovani si stanno allontanando dall’automobile? La crescita del Car Sharing o la vita sempre più digitale li spinge verso alternative che riducono la necessità di possedere un veicolo? Come affrontiamo l’ascesa della mobilità condivisa? Guardando al futuro, su questi ultimi aspetti – si auspica il Ceo di Dema - si aprono nuove opportunità legate alle future modalità di trasporto. Le ultime tecnologie sviluppate, tra queste l’Axial Motor, saranno utilizzate per la produzione di mezzi per la mobilità verticale come gli air taxi".
I sondaggi
Due sondaggi sottolineano la portata del fenomeno. Il primo, condotto dal portale Segugio.it, evidenzia che per i ragazzi avere la patente non è più una necessità. Infatti, mentre fra gli over 50 il 72% ha preso la patente a 18 anni, tra gli under 25 questa percentuale scende al 46%. Il secondo sondaggio, invece, realizzato dall’istituto AlixPartners, rivela che, se dei giovani (con un’età compresa tra i 18 e i 29) avessero a disposizione 30mila euro, solo il 16,6% di loro li utilizzerebbe per acquistare un’auto, il 36,2% li destinerebbe per una vacanza da sogno e il restante 27,6% li conserverebbe sul conto corrente. Insomma, l’auto interessa meno rispetto al passato.
Infine, conclude Librici, oltre alle criticità relative al segmento Young e ai prezzi delle auto, resta ancora aperta la sfida per fronteggiare lo strapotere cinese: “Strapotere al tal punto che un’auto elettrica su cinque arriva dalla Cina, una forza industriale incentivata e sostenuta dai loro sussidi governativi mentre, qui in Europa, le aziende subiscono multe per mancato rispetto delle emissioni”.