Assassin’s Creed il fumetto, “Oggi i videogiochi sono storie forti”

Lifestyle

Cristian Paolini

Ubisoft si lancia nel mondo dell’editoria con un ampio e ambizioso progetto partendo dal suo franchise più famoso. Ne abbiamo parlato con Etienne Bouvier, Publishing Content Manager, e Aymar Azaizia, Direttore transmedia e sviluppo del business della software house francese

Un videogioco che diventa un fumetto, anzi tanti a seconda del Paese a cui è destinato. È l’ambizioso progetto di Ubisoft, software house francese, che parte dal suo titolo più famoso Assassin’s Creed per lanciarsi alla conquista di un nuovo settore, quello dell’editoria. Ne abbiamo parlato con con Etienne Bouvier, Publishing Content Manager, e Aymar Azaizia, Direttore transmedia e sviluppo del business, che ci hanno spiegato nel dettaglio il senso dell’articolato progetto e i suoi sviluppi affidati a differenti pubblisher. Una collaborazione che produrrà fumetti, manga, webtoon e graphic novel in puro stile bd. Insomma, una quantità di materiale per gli amanti davvero sconfinato e targettizzato sui gusti del pubblico e su scenari diversi di mercato. Si parte da Assassin’s Creed Walhalla - Il Canto della Gloria, ispirato dall’ultima edizione del gioco e in uscita il 29 aprile per Panini Comics.

Dopo film e concerti, perché dedicarsi a una versione a fumetti di Assassin’s Creed?

Aymar Azaizia: "In realtà, abbiamo iniziato il nostro lavoro nell’editoria e nella transmedialità nel 2009, con Assassin’s Creed II, passando molto tempo per espandere il franchise in differenti media, includendo il cinema e i concerti, come dici tu! D’altro canto, non posso dire che ci stiamo concentrando sui fumetti, ma è vero che stiamo dedicando molti sforzi nelle iniziative editoriali perché pensiamo che sia un modo accessibile e facile per apprezzare contenuti immergendosi in un universo legato al franchise che può incuriosire i fan di lunga data, i giocatori in generale e nuovi arrivati che apprezzano i nostri mondi e il fantasy".

 

Che differenze ci saranno tra le versioni precedenti del franchise (videogame/cinema) e le sue future declinazioni (fumetti/graphic novel/manga/webtoon)?

Aymar Azaizia: "Abbiamo stabilito come i nostri franchise possano essere declinati su diverse piattaforme ed è il nostro obiettivo da diverso tempo. Vogliamo essere sicuri di capirle e trovare un linguaggio adatto per queste declinazioni. Così ora stiamo lavorando per collaborare con nuovi autori e creatori, con le loro visioni uniche che ci possano aiutare a modellare il futuro dei nostri universi aggiungendo la loro arte e la loro storia personale ai nostri racconti. La differenza principale sarà nell’avere una grande varietà di toni e stili all’interno del franchise".

Etienne Bouvier: "Gli sviluppi transmediali, specialmente quando si parla di edizioni, ci permettono di lavorare con scrittori e artisti unici che non solo espandono i nostri universi, ma portano anche la loro visione creativa e il background culturale al franchise. Questo è forse uno degli aspetti più eccitanti del programma: per esempio, lavorare con partner sviluppatori in Cina ci permette di offrire ai fan cinesi avventure che sono profondamente legate alla storia cinese, grazie ad autori locali che sono in grado di scrivere della propria cultura meglio di chiunque altro. Queste declinazioni offrono nuovi approfondimenti al franchise e maggior diversità in termini di formati e di storie!".

Generalmente sono i fumetti che diventano videogiochi, non il contrario. Che tipo di innovazione può portare questa operazione all’industria dell’editoria?

Aymar Azaizia: "Hai ragione, ed è stato così per così tanto tempo da sembrare oggi la normalità. La verità è che i videogiochi sono cresciuti sino a diventare l’industria dell’entertainment più grande al mondo. Oggi le cose sono cambiate: i videogiochi sono diventati film, serie TV, anime, fumetti e romanzi da più di dieci anni. All’inizio c’era un genere specifico, l’adventure, che attirava l’attenzione grazie a folklore e narrativa, ma la maggior parte degli altri era più vicina all’esperienza arcade con poco background e non molto adatto all’editoria. Il grande cambiamento di oggi è che la maggior parte dei videogiochi ha storie di spessore, con personaggi forti e milioni di giocatori coinvolti. Oggi abbiamo l’opportunità di creare nuove storie sui protagonisti esistenti ma anche di esplorare nuovi luoghi, introdurre nuovi elementi che sarebbero più difficili o costosi da creare in un videogioco. Infine, per chiudere il cerchio, si potranno usare personaggi ed eventi della linea editoriale nei nostri prossimi giochi, mantenendo la consistenza e offrendo ai giocatori e ai lettori nuovi modi di connettersi ai nostri universi".

Etienne Bouvier: "C’è una grande domanda di solidi universi transmediali nel mondo dell’intrattenimento; questa programmazione aiuta gli editori a unirsi al trend generale. Uno dei benefici nel creare romanzi o manga basati su un franchise con riconoscibilità mondiale come Assassin’s Creed è che aiuta i libri a viaggiare. Grazie alla possibilità di diffusione che il marchio ha acquisito tramite i videogiochi, siamo in grado di localizzare i contenuti originali creati in Cina, Corea o Giappone per i Paesi occidentali. Allo stesso modo, possiamo portare romanzi occidentali in Asia. Infine, il franchise è così profondamente connesso con storia e cultura da aiutare lo scambio interculturale mondiale. E questo a generale beneficio dell’industria dell’editoria".

Il progetto beneficerà della stessa accuratezza storica della saga dei videogiochi?

Aymar Azaizia: "Sempre! Siamo una delle poche (se non l'unica) società che ha assunto storici e ricercatori e usiamo sempre il materiale che loro forniscono ai nostri autori; i loro pareri sono essenziali per essere sicuri che ciò che produciamo sia accurato. Ovviamente stiamo parlando di intrattenimento, e vogliamo creare delle storie che diano un senso di autenticità ma con un sapore hollywoodiano. Parte della nostra non-fiction include lavoro storico che non mischiamo con la nostra narrativa ma usiamo l’incredibile lavoro di storici e artisti per supportare i nostri progetti".

 

Quali altri titoli Ubisoft faranno parte di progetti simili?

Etienne Bouvier: "Vogliamo sviluppare una strategia transmediale ambiziosa. Il potenziale per creare storie è illimitato quando il genere dei nostri giochi è così vicino a generi letterari come il distopico o il thriller. Ci stiamo impegnano per sviluppare contenuti originali per universi come Watch Dogs, Tom Clancy’s The Division, persino Far Cry, grazie all’incredibile network di editori e soprattutto grazie agli scrittori e agli artisti che hanno un vero interesse nei nostri marchi. I nostri giochi rimangono alla base di questo grande universo transmediale grazie al quale arricchiremo il viaggio dei nostri giocatori. E non ne dimenticheremo nessuno (nemmeno i Rabbids)".

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