Sciopero in smart working, il caso in un'azienda di Bologna: non si può, si usano le ferie

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La Fiom-Cgil contro il regolamento aziendale introdotto dal colosso Alstom: "Torni indietro, è incostituzionale: pronti a denunciare per condotta antisindacale"

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Sciopero in smart working, lo scontro alla Alstom di Bologna: “Non si può, si usano le ferie”. E’ la richiesta, “folle” a detta della Fiom-Cgil, introdotto dal regolamento aziendale del colosso francese, che costruisce treni e infrastrutture ferroviarie. La sigla dei metalmeccanici è decisa a contrastare “in tutte le sedi”, anche con una possibile denuncia per condotta anti-sindacale, il regolamento perché “viola la legge e mette in discussione il diritto costituzionale allo sciopero”. Di qui una diffida ad Alstom chiedendo “un’immediata modifica”. Alstom avrebbe detto, nell’incontro di ieri, in Assolombarda, come riferisce Marco Colli, funzionario Fiom di Bologna, di non avere intenzione di tornare indietro.

Le prestazioni in blocchi da quattro ore

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La questione, spiegata in una nota del sindacato, è legata al fatto che “la policy aziendale di Alstom prevede che le assenze dal lavoro in caso di prestazione in modalità agile possano essere solo in blocchi da quattro ore, limitando quindi la fruizione di tutti i permessi (previsti da legge e contratto) per un tempo inferiore a quattro ore, come ad esempio lo sciopero di due ore di ottobre”. Semplificando, se c’è uno sciopero di due ore e si è in smart working, dovendo garantire un turno orario di quattro ore, “chi vuol far sciopero deve prendere due ore di feri”, ha chiarito Colli. 

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