Piombino: acciaierie Jsw, piano di rilancio tra un mese

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ANHUI, CHINA - DECEMBER 02: (CHINA MAINLAND OUT)The Baowu special steel sells well at home and abroad on 02th December, 2020 in Maanshan,Anhui,China(Photo by TPG/Getty Images)

Anselmi: "Quadro sia nitido, altrimenti serve cambio di strategia". I sindacati: “Azienda smetta di giocare su pelle lavoratori”

La proprietà delle acciaierie Jsw Steel di Piombino (Livorno) si è impegnata a mettere a punto, entro la fine di gennaio, un piano industriale puntuale che anticipi la realizzazione del forno elettrico, essenziale non solo per la far ripartire la produzione nello stabilimento ma anche per la sua conversione ecologica. “Ebbene, che si usi questo tempo per fare quello che si deve fare – commenta il consigliere regionale Gianni Anselmi, delegato dal presidente della Toscana Eugenio Giani a seguire la questione – Abbiamo bisogno di volontà chiare e irrevocabili. Dopodiché, se il 31 gennaio il quadro non sarà ancora nitido, bisognerà dal 1 febbraio pensare ad un cambio di strategia inevitabile”.  Anselmi parla dopo il confronto che c’è stato tra la proprietà delle acciaierie che fanno capo alla multinazionale indiana, presente il vice presidente Marco Carrai, il Ministero allo sviluppo economico, la Regione, gli enti locali, i rappresentanti di Invitalia e i sindacati. “L’impegno del Governo - spiega Anselmi – c’è, apprezzabile, ed è stato anche stamani ribadito: con il ventilato ingresso nel capitale della società, con la commessa da 900 milioni per dieci anni di rotaie da parte di Rfi, sui certificati bianchi per l’energia. L’impegno della Regione non è mai mancato e non mancherà: sono stati ribaditi tutti gli impegni finora assunti, dai 30 milioni di euro per il forno alla risorse in campo per ricerca e formazione”.  “Di più: approfittando dei fondi europei, dal Recovery Fund alla nuova stagione di partenariato 2021-2027 – si impegna Anselmi -, potremo ulteriormente irrobustire le politiche pubbliche e magari riscrivere l’accordo di programma. Ma serve chiarezza, per far questo, sugli intendimenti della parte privata: tocca a loro adesso fare un passo in avanti inequivocabile e definitivo che parli di innovazione, di investimenti e dei mercati a cui rivolgersi per dare prospettive”. Senza questo, ogni mossa risulta complicata. La Regione Toscana negli ultimi cinque anni ha investito qualcosa come 150 milioni di euro nell’area industriale complessa di Piombino, dapprima per l’ammodernamento del porto, che possiede ora fondali di venti metri, e poi con altri investimenti infrastrutturali ed ambientali in divenire. Cornici importanti per essere competitivi e rilanciare una produzione autonoma. Il gruppo indiano Jindal aveva acquisito la proprietà delle acciaierie nel luglio 2018, subentrando agli algerini di Cevital che a loro volta, nel 2014, avevano rilevato lo stabilimento ex Lucchini, ribattezzato Aferpi, dai russi subentrati pochi anni prima. Il 23 aprile 2014 era stato spento l’altoforno.

 Uilm, Jindal smetta di giocare su pelle lavoratori

"Abbiamo espresso tutta la nostra delusione dopo aver appreso oggi l’ulteriore rinvio al 31 gennaio prossimo per la presentazione del piano industriale da parte di Jindal". Ad affermarlo in una nota congiunta sono Guglielmo Gambardella e Lorenzo Fusco, rispettivamente coordinatore nazionale Uilm per la siderurgia e segretario responsabile Uilm Piombino . "Abbiamo ricordato alle istituzioni che Jsw Italy più volte si era impegnata alla presentazione del piano industriale esecutivo - sottolineano Gambardella e Fusco - Continuiamo a non comprendere la distanza fra le dichiarazioni di volontà da parte multinazionale indiana nel voler investire e la chiusura del negoziato per l’ingresso di Invitalia per la realizzazione dei progetti". "Ci chiediamo - esortano - come sia possibile che l’imprenditore non proceda con gli investimenti per il forno elettrico a Piombino, vista la significativa dotazione messa a disposizione dalle istituzioni per l’investimento con importanti fondi nazionali e regionali, il possibile contratto commerciale per la fornitura delle rotaie per complessivi 900 milioni di euro in dieci anni a Rfi e gli eventuali 100 milioni previsti con i certificati bianchi". "Siamo consapevoli della complessità dell’operazione - continuano - ma Jindal smetta di giocare sulla pelle dei lavoratori e di un intero territorio perché, lo ricordiamo, l’esito della vertenza dell’ex Lucchini determina riflessi sociali ed economici per l’intera area piombinese. Non possiamo attendere che si perda ulteriore tempo per il rilancio di Jsw Italy in prossimità della ripresa del mercato della siderurgia prevista nel 2021 - proseguono - rischiando di arrivare tardi rispetto agli altri competitors ma soprattutto per la permanenza in cassa integrazione degli oltre 1800 lavoratori".

Fiom, definire dettagli entro gennaio

"E' necessario che Jindal faccia tutte le valutazioni necessarie entro e non oltre il mese di gennaio e che queste si traducano in un memorandum di impegni sottoscritto con il Governo. Per quanto riguarda il Governo nello stesso periodo di tempo deve definire i dettagli dell’operazione societaria esplicitando altresì il ruolo che dovrà assumere Piombino nel piano nazionale della siderurgia italiana, grazie anche all’apporto della futura presenza pubblica". Ad affermarlo in una nota è la Fiom. L’incontro, rileva il sindacato, "è servito per un puntuale aggiornamento rispetto agli impegni presi dal Governo nell’ultimo incontro anche alla luce del confronto in atto tra la proprietà e il Governo italiano. Confronto che ha come obiettivo sia l’ingresso di Invitalia nel capitale societario sia un piano industriale che preveda la realizzazione in tempi celeri di un forno elettrico per la produzione di acciaio. La sottosegretaria ha annunciato la definizione di un accordo tra Rfi e Jsw per la realizzazione di rotaie per un periodo decennale per un consistente valore economico. Inoltre, è stato ribadito che un eventuale piano industriale non avrà due fasi ma una e unica fase che prevede fin da subito la costruzione del forno elettrico". Su questo ultimo punto, Jindal, rileva la Fiom, "ha chiesto la possibilità di un’ulteriore verifica e analisi del progetto con data ultima prevista per il 31 gennaio 2021. Verifica che dovrà essere fatta sia sul piano industriale sia sul piano finanziario e anche in ragione dell’impegno finanziario che il Governo apporterà con l’ingresso di Invitalia. Ingresso che dovrà essere preceduto da una valutazione periziata per la stima del valore del sito industriale”

Fim Cisl, bene chiusura contratto con Rfi per 10 anni di commesse

"Rispetto al precedente incontro dell’11 dicembre scorso, sul quale c’erano grandi aspettative ma in cui avevamo riscontrato ancora assoluta incertezza sui tempi di realizzazione dell'ingresso di Invitalia all'interno della società, la buona notizia è che si è chiuso il contratto con Rfi che garantirà 10 anni di commesse per il sito di Piombino. Resta tuttavia l’incertezza circa la definizione della società tra Invitalia, come soggetto pubblico, e Jindal che ad oggi esprime solo la volontà e la disponibilità nel procedere nell’operazione. Ancora ignota anche la quota con cui lo Stato entrerà nell’operazione e a chi apparterrà la governance,per noi elemento fondamentale". E' quanto dichiarano il segretario nazionale Fim Cisl Valerio D’Alò e Paolo Cappelli della Fim Cisl Piombino Livorno. "Come organizzazione sindacale esprimiamo forti perplessità circa le tempistiche, che non sono variabili indipendenti da ciò che intanto accade a Piombino dal punto di vista delle manutenzioni e della sicurezza degli impianti sui quali non registriamo avanzamenti in quanto, appunto, legati al capitale relativo all’ingresso dello Stato", concludono i sindacalisti.

Ugl, siamo ancora agli annunci e ai rinvii

"Jindal ha promesso entro il termine del 31 gennaio 2021 di presentare un piano industriale con la certificazione dell’avvio della futura costruzione del forno elettrico da 900 mila tonnellate e il Governo ha dato rassicurazioni sulle conferme degli appalti Rfi decennali per un valore di 900 milioni e 100 milioni di certificati Bianchi. Tuttavia dobbiamo esprimere perplessità e preoccupazione visto che questa storia è carica di promesse fatte già nel passato e mai mantenute”. Lo dichiarano Antonio Spera, segretario nazionale Ugl Metalmeccanici, e Daniele Francescangeli, vice segretario nazionale con delega alla siderurgia Ugl Metalmeccanici. "L’Ugl Metalmeccanici nazionale ribadisce che la fiducia della sigla sindacale non va data per scontata e per questo invita al governo a prendere un impegno nazionale sulla siderurgia, partendo proprio da Piombino, entro la data del 1° Febbraio con la presentazione di un progetto, certificato dalla garanzia del Mise, altrimenti vi sarà un pieno e totale disappunto verso una trattativa fra Stato e azienda (Jindal) fallimentare”, spiegano i sindacati. "È importante concretizzare -aggiungono- la ripartenza del sito siderurgico per la produzione del sistema nazionale che oggi versa sia sotto l’aspetto occupazionale sia economico in una situazione critica. Chiediamo un sostegno al reddito per tutti lavoratori in cassa integrazione da troppi anni. È inaccettabile che si continui ad annunciare investimenti e nello stesso tempo si comunichino rinvii. Lavoratori e territorio di Piombino aspettano risposte concrete da troppi anni”, concludono.

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